Mostra Purgatorio. I sospesi | Opere a olio e disegni di Furio Cavallini - Saronno

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 04/10/2021 Aggiornato il 04/10/2021
Dal al
Saronno (VA)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: Sala Nevera di Casa Morandi, viale Santuario 2
Telefono: 347/4533449
Orari di apertura: 16,30-18,30; sabato e domenica 10,30-12,30; 15-18,30
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.associazioneflangini.eu; www.comune.saronno.va.it
Organizzatore: Associazione Flangini
Note:
Nel 700° anniversario della morte di Dante, l’Associazione Flangini, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Saronno, presenta la mostra di opere a olio e disegni di Furio Cavallini a dieci anni dalla scomparsa, Pittore molto noto alla metà del secolo scorso, Furio Cavallini ha intensamente lavorato tra Toscana e Lombardia, realizzando numerose opere, tra cui un’interessante serie di disegni dedicati alla condizione purgatoriale dei malati mentali.

All’inaugurazione, in programma sabato 9 ottobre 2021 alle ore 16, saranno presenti alcuni ragazzi dell’Accademia del Profondo per una breve dimostrazione del loro recente lavoro sull’Inferno di Dante e la figlia dell’artista, Giulia Cavallini, che offrirà la testimonianza della singolare esperienza vissuta dal padre nell’ex-manicomio di Trieste, dove Franco Basaglia aveva esercitato fino alla chiusura dell’ospedale. Inoltre, saranno letti alcuni testi degli scrittori Luciano Bianciardi, Carlo Cassola e Mauro Furgeri, amici di Furio Cavallini.

La mostra offre l’occasione di un “incontro” con Furio Cavallini (Piombino (Livorno), 1929 - Cecina, 2012) artista provocatorio, che già negli anni sessanta coglie le contraddizioni di un eccessivo sviluppo economico che porta all’alienazione dell’uomo e all’estenuazione fisica fino alla malattia.
D’altro canto la malattia, e la condizione di isolamento che essa comporta, è un’esperienza che l’artista conosce nel 1955-56, quando viene ricoverato al sanatorio di Firenze. Anche in questa situazione di sofferenza l’artista disegna “furiosamente”: attraverso rapidi, ma intensi schizzi ritrae gli altri pazienti.

La mostra dedica un’intera sezione ai ritratti dei malati dell’ex-manicomio del Parco di San Giovanni di Trieste, dove i rami degli alberi diventano sbarre che li escludono dalla realtà e con essi l’artista che ne condivide l’esperienza: attraverso le finestre essi possono solo osservare il mondo e la vita che scorre poco lontano nel parco divenuto pubblico.

La mostra è a cura di Elisa Favilli e Cristina Renso.
Purgatorio. I sospesi | Opere a olio e disegni di Furio Cavallini
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