Mostra PROXIMITY di Radenko Milak - Roma

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Roma
Dai luoghi del cinema alle immagini della cultura popolare, dalla storia dell’arte a quella sociale della strada, fino a Dante e alla Divina Commedia, Radenko Milak (Travnik, Bosnia-Erzegovina, 1980), artista bosniaco che ha rappresentato la Bosnia ed Erzegovina alla 57a Biennale di Venezia, arriva alla Fondazione D’ARC con la sua prima personale in Italia.
Un percorso espositivo che nasce direttamente dalla città eterna e dal periodo di residenza che Milak ha trascorso qui nel 2026, attraversando per settimane luoghi simbolo, scorci e strade, cercandone non tanto le immagini più riconoscibili quanto le tracce, le stratificazioni e le contraddizioni, raccogliendo riferimenti visivi destinati a diventare materia della sua pittura.
Dall’architettura all’iconografia popolare, fino a Cinecittà, dove Milak ha esplorato gli spazi legati alla storia del cinema e a quella capacità tutta cinematografica di trasformare un luogo reale in immagine, racconto e memoria, con una particolare attenzione a quella identità cinematografica di Roma che ha contribuito a costruirne l’immaginario nel mondo.
Milak parte da fotografie d’archivio, fotogrammi, immagini della stampa e della comunicazione di massa per sottrarli al loro contesto originario e rimetterli in circolazione attraverso la pittura.
Al centro della sua ricerca è l’acquerello in bianco e nero, cifra distintiva del suo lavoro: privata del colore, l’immagine perde parte della sua immediatezza documentaria e sembra allontanarsi dal presente: diventa frammento, ricordo, qualcosa che appartiene contemporaneamente alla storia e alla memoria collettiva.
La mostra è a cura di Giuliana Benassi.
Didascalia della foto soto:
Radenko-Milak-Pasolini-2026_-Courtesy-of-Piero-Atchugarry-Gallery-and-the-Artist.-Photo-by-Vaso-Milak.
Un percorso espositivo che nasce direttamente dalla città eterna e dal periodo di residenza che Milak ha trascorso qui nel 2026, attraversando per settimane luoghi simbolo, scorci e strade, cercandone non tanto le immagini più riconoscibili quanto le tracce, le stratificazioni e le contraddizioni, raccogliendo riferimenti visivi destinati a diventare materia della sua pittura.
Dall’architettura all’iconografia popolare, fino a Cinecittà, dove Milak ha esplorato gli spazi legati alla storia del cinema e a quella capacità tutta cinematografica di trasformare un luogo reale in immagine, racconto e memoria, con una particolare attenzione a quella identità cinematografica di Roma che ha contribuito a costruirne l’immaginario nel mondo.
Milak parte da fotografie d’archivio, fotogrammi, immagini della stampa e della comunicazione di massa per sottrarli al loro contesto originario e rimetterli in circolazione attraverso la pittura.
Al centro della sua ricerca è l’acquerello in bianco e nero, cifra distintiva del suo lavoro: privata del colore, l’immagine perde parte della sua immediatezza documentaria e sembra allontanarsi dal presente: diventa frammento, ricordo, qualcosa che appartiene contemporaneamente alla storia e alla memoria collettiva.
La mostra è a cura di Giuliana Benassi.
Didascalia della foto soto:
Radenko-Milak-Pasolini-2026_-Courtesy-of-Piero-Atchugarry-Gallery-and-the-Artist.-Photo-by-Vaso-Milak.
Regione: Lazio
Luogo: Fondazione D’ARC, via dei Cluniacensi 128-130
Telefono: 06/51435849
Orari di apertura: 10,30-13,30 lunedì, martedì e mercoledì; 15,30-19,30 giovedì, venerdì, sabato e domenica
Costo: 10 euro; ridotto 7 euro
Dove acquistare: www.fondazionedarc.it
Sito web: www.fondazionedarc.it
Organizzatore: Fondazione D’ARC
































