Mostra Progetto Pinacoteca Tosio Martinengo PTM ARTI+ - Brescia

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/03/2022 Aggiornato il 17/03/2022
Dal al
Brescia (BS)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: Pinacoteca Tosio Martinengo, piazza Moretto 1
Telefono: 030/2977833
Orari di apertura: 18-21; domenica 16,30-21
Costo: 5 euro
Dove acquistare: www.bresciamusei.com/biglietti/
Sito web: www.bresciamusei.com/musei-e-luoghi/pinacoteca-tosio-martinengo
Organizzatore: Fondazione Brescia Musei
Note:
Pinacoteca Tosio Martinengo festeggia il suo quarto anno dalla riapertura seguita ai restauri del 2018 e accoglie il suo pubblico con tante, importanti novità, tra le quali il nuovo format PTM ARTI+: un palinsesto di iniziative che prevedono spettacoli performativi contemporanei, previsti all’interno delle sale del museo, di danza, teatro, musica, letture di poesia.

A sottolineare l’attività della Pinacoteca Tosio Martinengo come luogo di sperimentazione e di ricerca una serie di appuntamenti che apre il museo a diverse
discipline artistiche performative contemporanee e a diversi pubblici.
La danza sarà la prima delle arti ad andare in scena all’interno di Pinacoteca con il lavoro del coreografo residente della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto Diego Tortelli.
Stanze / Rooms è una performance disegnata su misura per gli spazi di Pinacoteca Tosio Martinengo dove Tortelli immagina un percorso coreografico e musicale, in cui storia e innovazione si incontrano.

Tra le tante novità Pinacoteca Tosio Martinengo presenta:
l’allestimento rinnovato dedicato ai dipinti del Settecento che, oltre a vedere il ricollocamento della collezione e l’esposizione di opere fino a ora custodite nei depositi, si arricchisce di 11 prestigiose acquisizioni;
la nuova App Easy Guide, che permetterà di acquisire contenuti dal proprio smartphone, con la funzione di audioguida e video per viaggiare attraverso i sei secoli di storia e gli oltre 100 capolavori della Tosio Martinengo con itinerari tematici profilati sui diversi tipi di visitatori;
la nuova identità visiva di Pinacoteca Tosio Martinengo, realizzata da Studio Tassinari/Vetta.

Il nuovo percorso dedicato al Settecento, curato da Roberta D’Adda con la collaborazione del comitato scientifico di Fondazione Brescia Musei, è frutto di donazioni e lasciti (legato di Domenico Galantino, donazione Bottarelli Gramignola e deposito BPER Banca), prevede opere di Eberhard Keilhau detto Monsù Bernardo (1624 - 1687), di Antonio Cifrondi (1656 - 1730), di un seguace di Pietro Bellotti, di Giacomo
Francesco Cipper detto Todeschini (1664 - 1736) e di Giacomo Ceruti detto Pitocchetto (1698 - 1767) e, insieme, l’inserimento nel percorso espositivo di 4 dipinti delle collezioni civiche bresciane di Giorgio Duranti (1683 - 1768) normalmente custoditi nei depositi.

L’allestimento permette una visione ampia di un secolo tanto ricco di storia ed arte e approfondisce uno dei filoni più presenti in Pinacoteca Tosio Martinengo, quello della pittura a soggetto popolare e quotidiano ma non solo. Il progetto interessa ben 6 sale e arricchisce gli spazi della Pinacoteca di nuove scelte cromatiche.

Le “nuove” opere di Giacomo Ceruti, Bravo (1725 circa), Ritratto della marchesa Laura Vitali Aliprandi, Ritratto del marchese don Erasmo Aliprandi (1740 circa) e Madre con bambino (1730), oltre ad arricchire quello che da sempre è il più importante corpus, al mondo, di opere dell’artista milanese di nascita e bresciano d’adozione, sanciscono la natura e la qualità di Pitocchetto come pittore di ritratti oltreché di soggetti di genere.

Questo ampliamento della collezione rappresenta un ulteriore passo di avvicinamento e approfondimento, a favore di Ceruti, che porterà alla grande esposizione a cura di D’Adda, Frangi e Morandotti, in programma per febbraio 2023, anno in cui Brescia sarà Capitale della Cultura.

Più in generale le nuove acquisizioni offrono, soprattutto per la sezione settecentesca, un ancor maggiore allargamento di visione ai già molti e straordinari esempi, presenti nella collezione Tosio Martinengo, di quei “pittori della realtà” (secondo la definizione di Roberto Longhi del 1953) che con Moretto, Moroni, Lotto e Savoldo influenzarono la formazione del giovane Caravaggio per poi proseguire, con Monsù Bernardo e Pietro Bellotti (1625 - 1700), poi con Cifrondi, Todeschini fino a Ceruti, restituendo a questi
autori il loro ruolo di spicco nel panorama artistico europeo del Settecento.



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