Mostra Progetto Ex voto. Artisti per Rosalia. Giardino di transizione - Palermo

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 07/07/2022 Aggiornato il 07/07/2022
Dal al
Palermo (PA)
ATTENZIONE
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Regione: Sicilia
Luogo: Palazzo Costantino Di Napoli, Quattro Canti, via Maqueda 217
Telefono: 091/7745575
Orari di apertura: 10-12; 16-20,30
Costo: 3 euro
Dove acquistare: www.leviedeitesori.com
Sito web: www.leviedeitesori.com
Organizzatore: Fondazione Le Vie dei Tesori
Note:
All’interno del progetto Ex voto. Artisti per Rosalia, inaugura Giardino di Transizione, storytelling concept con Bruno Melappioni ideato da Rossana Danile, in continuità concettuale con lo spazio Astratte Ri-Generazioni curato da Giusy Emiliano con gli artisti Salvatore Cammilleri, Giacomo Failla, Francesca Lolli, Francesca Neri, Francesca Nesteri, Giuseppe Palermo.

"Ex voto. Artisti per Rosalia" è un omaggio alla città di Palermo e alla sua patrona: i due palazzi ai Quattro Canti ospiteranno una collettiva di 87 artisti e 12 percorsi per raccontare l’impegno dell’arte come strumento di dialogo, rispetto e ecologia ma anche denuncia contro abbandono e incuria.

L’abbraccio dell’arte si mette sotto la protezione della Santuzza che proprio dal Cassaro passerà la sera del 14 luglio. L’arte può salvare il mondo dall’oblio? Forse no, ma può tentare di farlo.

Nasce da qui la grande collettiva, curata da Andrea Guastella, da un’idea di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, proprietario dei due palazzi.
Dall’ingresso su via Maqueda di Palazzo Costantino, disegnato dal Marvuglia, a Palazzo Di Napoli, con gli stemmi aragonesi divenuti all’epoca dei Vespri simboli della Sicilia, gli 87 artisti riuniti in dodici progetti o collettivi, entrano in dialogo diretto con gli spazi, spesso gravemente degradati, li fanno propri, li attaccano o li accarezzano, li blandiscono o li rendono vivi: il loro è un messaggio di sostenibilità, viver comune, comunità, rispetto. 

La narrazione del concept, (spin-off del progetto “sotto e sopra il suolo, vita e rigenerazione”), creato da Rossana Danile con le sculture in ferro a filo continuo di Bruno Melappioni, mette in scena contenuti scientifici di fondamentale importanza invitando i visitatori ad empatizzare con parole pregne di significato ma che spesso vengono usate solo per «il dire» e non per «il fare».

Nel giardino di transizione un’ape, un fiore con il suo ultimo petalo, un suolo crepato ricoperto di foglie secche e macerie, declamano l’amore per la vita, quell’istinto per la sopravvivenza che assimila piante ed esseri umani. Siamo ancora in tempo a salvare la terra: bastano un fiore e un’ape, poche parole e molte azioni, e fino all’ultimo petalo c’è vita.

Bruno Melappioni ha sperimentato tutte le tecniche e tutti i materiali con i quali è venuto in contatto: dal polistirolo per costruire scenografie teatrali e cinematografiche al filo di ferro per le sculture disegnate nell’aria passando per il legno, il gesso, la plastica, a tutti i tipi di tecniche pittoriche esistenti, l’acrilico, l’acquarello, la tempera, l’olio.

L’ultima sua espressione pittorica parte dall’analisi del soggetto e dell’oggetto, del vero e del falso e della differenza che intercorre tra l’oggetto osservato, il vero, e l’opera realizzata, il falso.






Progetto Ex voto. Artisti per Rosalia. Giardino di transizione
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