Mostra Preludio ed Epilogo. Un’indagine su Asnago Vender a Como e Provincia - Como

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 27/09/2021 Aggiornato il 27/09/2021
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Como (CO)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: Novocomum, viale Sinigaglia 1, sede dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como
Telefono: 031/269800
Orari di apertura: 9,30-18,30. Sabato e domenica chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.fisionomielariane.it; www.ordinearchitetticomo.it
Organizzatore: Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como
Note:
In occasione del quarantesimo anniversario dalla scomparsa dell’architetto Mario Asnago, l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como celebra la maestria dell’operato dello studio Asnago Vender attraverso una ricerca sulle opere realizzate dagli architetti a Como e provincia tra la fine degli anni Venti e gli inizi degli anni Settanta.

La mostra si inserisce come nuovo capitolo nel progetto “Fisionomie Lariane, percorsi di conoscenza nel territorio”, avviato nel 2015 con l’obiettivo di raccontare il carattere e la fisionomia del territorio comasco attraverso le tracce più significative dei luoghi e delle architetture di pregio.

La ricchezza del contributo lasciato da Mario Asnago e Claudio Vender nel territorio comasco permette di scoprire un ulteriore tassello, ancora poco esplorato, dei loro progetti sul tema dell’abitare.
Il legame tra il territorio lariano e i due architetti ha inizio a Como nel 1923 con la partecipazione al concorso per il Monumento ai Caduti di Como, che li vede vincitori del secondo grado del concorso nel 1926, superando colleghi illustri come Giuseppe Terragni.

L’opera prima, costruita alla fine degli anni Venti, è la Villa Arnaldo Marelli di Cantù; tra gli ultimi progetti firmati insieme vi è la Villa Brenna di Lora della fine degli anni Sessanta.
Tra il 1932 e il 1963 costruiscono la Villa Carlotta Marelli, le Ville Colombo e le cappelle funerarie delle rispettive famiglie, l’edificio Beni Stabili e il palazzo Smeraldo a Cantù, il condominio Belvedere e l’edificio per abitazioni di via Tommaso Grossi a Como.

Lo stretto rapporto dei due architetti dura per oltre quarant’anni nello studio di via Cappuccio a Milano e si interrompe negli anni Settanta, quando l’architetto Mario Asnago si ritira a Como per dedicare i suoi ultimi anni di vita alla pittura, passione condivisa con il socio e amico durante gli anni della formazione presso l’Accademia di Brera. Nello stesso periodo, Claudio Vender continua l’attività professionale, collaborando con Mario Morganti e il figlio Mario Vender.

L’esposizione raccoglie documenti originali e contributi inediti con l’intento di promuovere un’esperienza integrale sul loro sodalizio. Il lavoro dei due architetti è presentato al pubblico attraverso la selezione di disegni originali, schizzi e pitture, gentilmente concessi dagli archivi rispettivamente Asnago Vender e Mario Asnago, che hanno permesso di raccogliere ed esplorare anche gli ambiti più trasversali della pittura e del progetto d’arredo oltre a quello più noto dell’architettura.

Alcuni esemplari originali delle sedute disegnate da loro durante la carriera professionale raccontano lo stretto legame tra architettura e arredamento nei progetti degli architetti: dalla sedia ritrovata nella villa Marelli di Cantù risalente alla fine degli anni Venti, fino alla versione entrata nella collezione Flexform dal 1985.

Completano l’esposizione una serie di video-interviste a studiosi dell’opera, dando voce ad eredi, committenti e studiosi. Le architetture sono raccontate dall’inedito sguardo del fotografo Jacopo Valentini.

L’esposizione è curata dagli architetti Stefano Larotonda e Niccolò Nessi.
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