Mostra Power and Prestige – Simboli del comando in Oceania - Venezia

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/01/2022 Aggiornato il 17/01/2022
Dal al
Venezia (VE)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Veneto
Luogo: Palazzo Franchetti, San Marco 2842, campo Santo Stefano
Telefono: 041/2689389
Orari di apertura: 10-18. Lunedì chiuso
Costo: 12 euro; ridotto 10 euro
Dove acquistare: www.acp-palazzofranchetti.com
Sito web: www.acp-palazzofranchetti.com
Organizzatore: Fondazione Giancarlo Ligabue in collaborazione con il Musée du quai Branly-Jacques Chirac a Parigi
Note:
L’esposizione intende proporre un viaggio inedito alla scoperta di 126 bastoni del potere risalenti al periodo tra il XVIII e il XIX secolo.

Si tratta della prima mostra dedicata a questo tipo di manufatti di pregio artistico, appartenenti alle più importanti collezioni europee, sia pubbliche che private. Tra i principali musei prestatori ci sono il British Museum di Londra, il museo di archeologia e antropologia dell’Università di Cambridge, il museo nazionale della Scozia di Edimburgo e il museo reale per l'Africa Centrale di Tervuren, in Belgio.

Il Nuovissimo Continente, come viene oggi indicata l’Oceania, l’ultimo ad essere scoperto dagli Europei prima dell’Antartide, è un insieme estremamente diversificato di isole sparse su metà della superficie del nostro pianeta, accomunate dal grande Oceano che le unisce.

Dall’Australia e la Nuova Guinea a ovest abitate da 50.000 anni, alle isole della Polinesia come Tahiti, l’isola di Pasqua e le Hawaii scoperte da intrepidi viaggiatori polinesiani mille anni fa, queste terre hanno una ricca varietà di culture che affascinarono i primi europei, che le raggiunsero a partire dal Cinquecento.

Gli abitanti del Pacifico avevano sviluppato tecniche, usi e forme d’arte originali che si erano evolute o modificate nei territori oceanici in base ai diversi contesti e alla storia di ognuno.

I bastoni del comando, di solito classificati come armi primitive anche se in molti casi mai utilizzati come tali, in realtà anche
bellissime sculture in legno, pietra e osso di balena, manufatti dai molteplici usi e significati, pezzi unici espressione della creatività e della capacità di straordinari artigiani, erano tra i materiali più diffusi e ancora prodotti quando, tra Sette e Ottocento, le spedizioni del Vecchio Continente iniziarono a giungere con
frequenza in quelle terre, prima che i missionari e le amministrazioni coloniali ne scoraggiassero la produzione.

Oggetto di curiosità e ammirazione, di studio e di collezionismo, vennero portati in Occidente da avventurieri, ricercatori, commercianti, missionari e ufficiali coloniali. Eppure, proprio perché a lungo considerati strumenti cruenti di selvaggi, furono costretti a un ruolo minore nei musei e nelle esposizioni.

Ora i bastoni del comando dell’Oceania vengono mostrati nella loro stupefacente bellezza scultorea e, sfidando gli atteggiamenti convenzionali e “la deformazione percettiva delle letture occidentali”, vengono presentati nelle loro molteplici valenze: vere opere d’arte complesse, rappresentazioni di divinità, status symbol, pregiati oggetti di scambio e accessori per le esibizioni,
e talvolta strumenti di combattimento.

La mostra è curata da Steven Hooper, direttore del Sainsbury Research Unit per le Arti dell’Africa, Oceania e delle Americhe presso l’Università dell’East Anglia nel Regno Unito.

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