Mostra Pino Biggi. Disciplina del silenzio - Seravezza

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 10/07/2022 Aggiornato il 10/07/2022
Dal al
Seravezza (LU)
ATTENZIONE
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Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Toscana
Luogo: Scuderie del Palazzo Mediceo Seravezza, piazza del Palazzo Mediceo
Telefono: 0584/756046; 045/597549
Orari di apertura: 19-22 da martedì a venerdì; 18,30-23 sabato e domenica. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.palazzomediceo.it/
Organizzatore: Comune di Seravezza e Fondazione Terre Medicee
Note:
Il Comune di Seravezza e la Fondazione Terre Medicee dedicano un’ampia antologica al Maestro toscano Pino Biggi, costituita da un nucleo significativo di opere esemplari dell'artista.
Un importante contributo alla realizzazione e organizzazione della mostra è stato prestato dagli eredi dell’artista che custodiscono l’archivio e lo studio del Maestro.

Pino Biggi, a una lettura approfondita, è forte di una disciplina intellettuale che gli consente di armonizzare cronache private e storie universali attraverso una lingua pittorica colta e “contemporanea” di ogni stagione dell'arte: da quelle più remote a quelle più attuali. All'occasione sa essere discepolo di Duccio e complice di Savinio, austero come un maestro bizantino e ridondante come un grande barocco italiano, mai indugiando però in retoriche artificiose.

I dipinti di Biggi vanno intesi come luoghi del cuore, del sogno, dell'inconoscibile: spazi autobiografici dell'artista, aperti, però, ad accogliere quanti si rendono disponibili ad entrarvi.

Nessuna opera di Pino Biggi ha un titolo per scelta dell’artista. La sua produzione pittorica può essere divisa in cinque periodi storici e altrettanti prevalenti temi iconografici. Biggi intorno al ’58 produce un primo ciclo di figure femminili che s'allungano nella nudità delle bagnanti, sono figurazioni lineari d'ascendenza manieristica ispessite da colori che formano la materia secondo poetiche informali, seguite in parallelo da una produzione di piccole sculture in bronzo quasi astratte.

Nei primi anni ’70, dalle “Stanze” affiora un nuovo linguaggio originale dell’autore, che confluisce nelle architetture fortemente idealizzate e caratterizzate da finestre che si aprono non solo alle pareti, ma anche nei soffitti e nei pavimenti.

Negli anni ’80 con la serie delle opere “Carioca” Pino Biggi coniuga figurazione e astrazione. Si tratta di immagini, o in taluni casi di particolari, di oggetti o strutture curvilinee che ricordano, con le loro movenze diagonali e prospettive dinamiche allusive, tessuti, organze, tetti, tegole, rappresentati in un singolare contrappunto cromatico.

Tra gli anni ’80 e gli anni ‘90 riappare il nudo femminile mentre avanza il demone dell'illusionismo ottico con le velature che coprono la femminilità vitale delle sue Veneri astratte, i grembi di Madonne in trono vestite da panneggi d’un acceso cromatismo.

La mostra è a cura di Michele Bonuomo.
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