Mostra Pietro Lingeri. Astrazione e costruzione - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 07/10/2021 Aggiornato il 07/10/2021
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: Triennale Milano, viale Alemagna 6
Telefono: 02/72434-1
Orari di apertura: 11-20. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: https://triennale.org/
Organizzatore: Triennale Milano in collaborazione con Elena Lingeri responsabile Archivio Pietro Lingeri
Note:
La mostra propone uno speciale percorso espositivo dedicato all'architetto Pietro Lingeri (Bolvedro di Tremezzo, Como. 1894 - Tremezzo, 1968), sviluppato nell’ambito di un lavoro di digitalizzazione e valorizzazione dei materiali dell’Archivio Pietro Lingeri, frutto di una collaborazione con l'archivio stesso.
La mostra si propone di leggere l’opera di Lingeri, uno degli esponenti più significativi dell’architettura italiana del XX secolo, autore di alcuni dei progetti più rilevanti del razionalismo italiano negli anni trenta e di una lunga serie di opere nella Milano del dopoguerra, coniugando la prospettiva storica con una lettura attuale, capace di evidenziare le questioni che le sue architetture sollevano oggi.

Il percorso espositivo intreccia infatti due livelli interpretativi.
Il primo, attraverso schizzi, disegni, fotografie, modelli, lettere e materiali originali spesso inediti provenienti dall’Archivio Pietro Lingeri e altre istituzioni, consente di ripercorrere l’opera dell’architetto facendone emergere il contesto storico, la ricerca compositiva e costruttiva, il rapporto tra modernità e tradizione, l'influenza sul disegno della città, il ruolo nel dibattito architettonico italiano, i riferimenti artistici e le molteplici collaborazioni progettuali, tra cui quelle con Giuseppe Terragni, Luigi Figini, Gino Pollini, Cesare Cattaneo, Piero Bottoni, Mario Sironi, Mario Radice.

In concomitanza con le celebrazioni per l'anno dantesco, tra i materiali in mostra spiccano le tavole di progetto e il modello originale del Danteum, l'irrealizzato tempio per il sommo poeta previsto di fianco al Colosseo, ideato insieme a Terragni.
In mostra, inoltre, un particolare rilievo è dato all’opera di Lingeri nel secondo dopoguerra, che sarà esposta al pubblico per la prima volta in maniera ampia e articolata, in modo da fornire una visione organica della sua intera parabola progettuale.

Il secondo livello interpretativo è invece composto da contributi eterogenei che osservano l'opera di Lingeri da una prospettiva aggiornata, facendo emergere la stratificazione che ogni architettura porta con sé. Tra questi contributi vi sono le opere fotografiche realizzate per la mostra da Filippo Romano e Mattia Balsamini, chiamati a rileggere rispettivamente gli edifici di Lingeri nel loro stato attuale e il modello del Danteum, che negli ultimi ottant’anni è stato raramente esposto al pubblico.

Visioni artistiche come quelle di Lisa Borgiani evocano inediti modi di rielaborare l'eredità di Lingeri, mentre progetti di architetti contemporanei (tra cui Alessandro Scandurra-Scandurra Studio Architettura, David Chipperfield Architects, Herzog & de Meuron e Onsitestudio) fanno riflettere sul riuso dei suoi edifici e sull'attualità dei temi da lui esplorati.

L'accostamento di queste due prospettive punta così a mostrare ogni architettura non come un episodio isolato e dunque congelato nel passato, ma come la somma di un’incessante stratificazione di significati, attori, mezzi di rappresentazione, storie e interpretazioni, anche in conflitto tra loro, privilegiando un approccio diacronico che possa valorizzarne la complessità e stimolare domande sul presente e sul futuro di una Modernità con ormai molti decenni alle spalle.

La mostra è a cura di Gabriele Neri e con progetto di allestimento di Onsitestudio.

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