Mostra Pietro Aretino e l’arte nel Rinascimento - Firenze

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 29/11/2019 Aggiornato il 29/11/2019
Dal all'
Firenze (FI)
Regione: Toscana
Luogo: Gli Uffizi, piazzale degli Uffizi, 6
Telefono: 055/294883
Orari di apertura: 8,15-18,50. Lunedì chiuso
Costo: 12 euro; ridotto 2 euro
Note:
Fu poeta, commediografo, drammaturgo, sferzante penna satirica, consigliere di potenti, talent scout di grandi artisti: Pietro Aretino (Arezzo, 1492 - Venezia, 1556) è stato, nei fatti, una delle voci culturali più autorevoli del Cinquecento.

Alla poliedrica figura di Aretino, anticipatore della storia e critica dell’arte come disciplina autonoma, gli Uffizi dedicano ora, per la prima volta in assoluto, una grande mostra arricchita da importanti prestiti di musei internazionali.

Il percorso espositivo raccoglie oltre cento opere tra pittura, grafica, libri a stampa, scultura, arti decorative, che raccontano la vita e lo spirito di Aretino nei luoghi simbolo del Rinascimento, dove egli visse e esercitò la sua grande influenza sul mondo culturale della prima metà del Cinquecento: a Roma dei papi Medici, la Mantova dei Gonzaga, la Venezia del doge Gritti, la Firenze dei duchi Alessandro e Cosimo I, ma anche Urbino, Perugia, Arezzo, Milano.

Ad aprire la mostra è il Ritratto di Pietro Aretino, uno dei capolavori di Tiziano: conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, si trova a Firenze dal 1545, anno in cui fu donato dallo stesso letterato al duca Cosimo de’ Medici.

Da segnalare poi la rassegna dei ritratti dei potenti con i quali Aretino fu in contatto e la sezione finale della mostra, intitolata “Imago Petri”, focalizzata sulla efficace promozione visiva che Aretino seppe fare della sua figura.

Il suo vero, grande talento naturale fu però la scrittura, che praticò in varie forme a partire dai poemetti satirici (le Pasquinate), fino a comporre, nel 1526, i Sonetti lussuriosi, di cui si possono ammirare in mostra le pagine dell’edizione originale.

Una ricca selezione epistolare testimonia poi l’altra grande novità della produzione di Aretino, costituita dall’immenso corpus di oltre 4000 lettere attraverso le quali l’intellettuale toscano ebbe modo di parlare e condividere le proprie idee con i principali protagonisti della sua epoca.

Pietro infatti fu amico e corrispondente di alcuni tra i maggiori artisti del tempo, come Raffaello, Michelangelo, Parmigianino, Sebastiano del Piombo, Tiziano, Tintoretto, e Jacopo Sansovino.

La mostra include anche un ‘cameo’ cinematografico: per rendere omaggio alla profonda amicizia tra Aretino e Giovanni dalle Bande Nere, vengono proiettati segmenti del ‘Mestiere delle armi’, film di Ermanno Olmi dedicato alla figura del grande condottiero mediceo, nel quale l’intellettuale svolge il ruolo di voce narrante e compare in numerose scene.

La mostra si inserisce nell’ampia serie di eventi organizzati dalle Gallerie degli Uffizi e dalla città di Firenze nell’anno 2019 per il cinquecentenario della nascita di Cosimo I e anticipa, al tempo stesso, le celebrazioni per l’anno di Raffaello, tra pochi mesi.




Pietro Aretino e l’arte nel Rinascimento
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