Mostra Pier Paolo Pasolini. Sotto gli occhi del mondo - Passariano di Codroipo

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 23/04/2022 Aggiornato il 23/04/2022
Dal al
Passariano di Codroipo (UD)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Friuli Venezia Giulia
Luogo: Villa Manin, piazzale Manin 10
Telefono: 0432/821211
Orari di apertura: 9-19. Lunedì chiuso
Costo: In via di definizione
Dove acquistare: www.villamanin.it; www.ticketone.it/
Sito web: www.villamanin.it; www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it
Organizzatore: Servizio catalogazione, promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia CINEMAZERO in collaborazione con Centro Studi Pier Paolo Pasolini – Casarsa della Delizia
Note:
Con oltre 170 ritratti inediti, rari, non visti di Pier Paolo Pasolini (Bologna, 1922 – Roma, 1975), l’esposizione riporta alla luce interi servizi fotografici, puntando soprattutto sui grandi fotografi stranieri (alcuni di eccezionale fama, come Richard Avedon, Herbert List, Henri Cartier-Bresson, Jerry Bauer, Jonas Mekas, Lütfi Özkök, Erika Rabau, Duane Michals, Philippe Koudjina, Marli Shamir e tanti altri) e sui luoghi, i momenti e gli incontri che hanno contraddistinto la vita di Pasolini, restituendone l’immagine di uomo e artista nel mondo, fissata per sempre in decine e decine di pose diverse.

Pier Paolo Pasolini è stato probabilmente l’artista più fotografato del Novecento. Dai primi anni Cinquanta, quando arriva a Roma, fino ai giorni che precedono la sua morte, è stato colto in centinaia di situazioni, sia pubbliche che private, come se l’obiettivo fotografico lo avesse inseguito in ogni momento della sua vita. La curiosità intorno al Pasolini uomo e artista ha scatenato le macchine fotografiche di tutto il mondo.

Pier Paolo Pasolini ha messo al centro della sua opera i luoghi dove non dominano le regole del mondo borghese occidentale: il Friuli, le periferie di Roma e del Sud, i continenti inesplorati, le grandi città moderne, da Parigi a New York. E i fotografi lo hanno ritratto proprio in questi luoghi, “dove la gioia è gioia e il dolore dolore”, come scrive lui ne Le ceneri di Gramsci (1957).

Così è nata una lotta segreta tra lo scrittore e la macchina fotografica: quando si trova in spazi domestici, Pasolini assume il ruolo dell’intellettuale che sta alla scrivania o del figlio adulto che non si vergogna di presentarsi sempre affiancato dalla madre; quando invece si trova in mondi lontani concentra su di sé la forza degli obiettivi riempiendo ogni scatto con la sua fisicità. In un certo senso li rende ancora più estranei attraverso se stesso.

Ogni fotografo ha sottolineato in modi diversi questo rapporto: uno scrittore che si mostra con eleganti vestiti borghesi ma anche in canottiera e costume da bagno, un volto che sembra – talvolta – sorridere ma anche guardare ferocemente verso il mondo, come per sfidarlo, occhi che catturano l’obiettivo ma anche che si sottomettono dolcemente allo scatto del diaframma.

L’esposizione racconta con fotografie e numerosi materiali multimediali che gli scatti di Pasolini non possono costruire mai un insieme logico, coerente: egli è pronto a mettere in crisi l’idea della fotografia come immagine ricordo, come attimo di tempo fissato una volta per sempre. Questo “sempre” non vale per Pasolini.
La mostra di Villa Manin, con le sezioni complementari del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, vuole proporre nuclei diversi costituiti da servizi fotografici che solo in apparenza sembrano seguire uno sviluppo ma che in realtà ci mostrano come ogni definizione cronologica di “quel” momento o di “quel” periodo risulti impossibile.

La mostra è curata da Silvia Martín Gutiérrez.

Dida: Pier Paolo Pasolini, New York 1969. Photographer: Duane Michals. Credit: © Duane Michals / courtesy Admira, Milano
Pier Paolo Pasolini. Sotto gli occhi del mondo
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