Mostra Pier Paolo Pasolini. Non mi lascio commuovere dalle fotografie - Genova

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 22/11/2021 Aggiornato il 24/11/2021
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Genova (GE)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le notizie pubblicate sono verificate fino alla data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia e al peggioramento della situazione contingente, possono subire modifiche legate a nuove restrizioni richieste per legge, anche a livello locale e regionale.

Regione: Liguria
Luogo: Palazzo Ducale, Loggia degli Abati, piazza Matteotti 9
Telefono: 010/8171600
Orari di apertura: 14-19 da lunedì a venerdì; 10-19 sabato e domenica
Costo: 12 euro; ridotto 10 euro
Dove acquistare: www.palazzoducale.genova.it
Sito web: www.palazzoducale.genova.it
Organizzatore: Suazes in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, con la collaborazione del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delezia
Note:
A ridosso del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (Bologna, 1922) la mostra di Palazzo Ducale intende riportare l’attenzione sulla figura dell'intellettuale e le sue principali esperienze personali, culturali e professionali attraverso il mezzo della fotografia.

Partendo dall’oggettiva constatazione che Pasolini è stato uno dei personaggi pubblici più fotografati del suo tempo, il progetto espositivo in questione vuole costruire un percorso espositivo fotografico per conoscere o approfondire la conoscenza della sua vita e della sua esperienza professionale. Un’iniziativa culturale che nasce, pur nella consapevolezza dell’immenso lavoro di ricerca presente e associato a ogni ambito del suo impegno, dalla volontà di continuare ad alimentare, soprattutto nelle giovani generazioni, un confronto con il lascito intellettuale di Pasolini.

La scelta del mezzo fotografico per esplorare l’opera e il pensiero di Pasolini non è casuale. La sua relazione con il mezzo fotografico è stata ambivalente. Se da una parte scriveva “niente come fare un film costringe a guardare le cose”, il suo rapporto con le immagini immobili era differente come testimoniano le sue parole: “alle fotografie è sufficiente dare una occhiata. Non le osservo mai più di un istante. In un istante vedo tutto”.
Eppure, paradossalmente, per tutta la sua vita Pier Paolo Pasolini ha sempre offerto grande disponibilità nel farsi fotografare, anche in momenti privati della sua vita. Ne è testimonianza l’enorme quantità di materiale fotografico dedicato alla sua figura.

Questi scatti rendono così possibile costruire, attraverso un’attenta selezione, un percorso nelle principali esperienze che hanno caratterizzato il suo lavoro e nell’ambito della sua sfera privata. Al contempo il mezzo fotografico rappresenta, oggi più che mai, la modalità più diretta per formare un rapporto con il visitatore.

Il percorso riunisce circa 260 pezzi fra fotografie e documenti d’epoca suddivise in diverse sezioni.
Sono oltre cinquanta i fotografi e gli archivi coinvolti in questo progetto. Sono per citarne alcuni Nino Migliori, Italo Zannier, Elisabetta Catalano, Letizia Battaglia, Massimo Listri, Federico Garolla, Elio Ciol, Sandro Becchetti, Archivi Farabola, Cecilia Mangini, Carlo Bavagnoli, Salvatore Tomarchio, Mario Dondero e molti altri ancora.

Le sezioni ruotano intorno a concetti utili a comprendere, o quanto meno avvicinare, la figura di questo intellettuale:
la città di Roma, i ragazzi delle borgate romane, il concetto di corpo, la passione per il calcio, le sue frequentazioni, il suo impegno politico pubblico, la figura della madre, le abitazioni romane in cui ha vissuto, i ritratti fotografici, un oggetto ricorrente, l’iconografia di Cristo, l’esperienza del cinema, gli anni giovanili, le celebrazioni funebri a Roma e Casarsa della Delizia luogo dove ha trovato eterno riposo.

La mostra è curata da Roberto Carnero, Piero Colussi e Marco Minuz.

Dida: Pasolini con Moravia, estate 1960 - Foto Federico Garolla
Pier Paolo Pasolini. Non mi lascio commuovere dalle fotografie
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