Mostra Piccoli Tasti, Grandi Firme. L’epoca d’oro del giornalismo italiano (1950-1990) - Ivrea

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 11/07/2019 Aggiornato il 11/07/2019
Dall' al
Ivrea (TO)
Regione: Piemonte
Luogo: Museo Civico Pier Alessandro Garda, piazza Ottinetti
Telefono: 0125/634155
Orari di apertura: 9-13 da lunedì a venerdì; giovedì 9-13; 14,30-18,30; sabato 15-18. Domenica chiuso
Costo: 5 euro; ridotto 4 euro
Note:
La mostra racconta la stagione d’oro del nostro giornalismo e le “penne” che hanno contraddistinto quest’epoca: le storie, i segreti e i ritratti delle firme più famose, ma anche i loro “attrezzi del mestiere”, taccuini, penne, agende, dattiloscritti e disegni. Questo affascinante progetto espositivo, a cura di Luigi Mascheroni, propone una pagina particolare della grande tradizione della stampa italiana, e si offre come spunto di riflessione sul presente dell’informazione.

Dai corridoi di quelle redazioni spuntano nomi indimenticati e indimenticabili: Dino Buzzati, Camilla Cederna, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Indro Montanelli, Giovanni Guareschi, Oriana Fallaci, Goffredo Parise, Mario Soldati, Pier Paolo Pasolini, Gianni Brera, Beppe Viola.
La mostra (ri)legge quella che da molti viene considerata, per qualità dell'informazione e della scrittura, la stagione d’oro del nostro giornalismo: un momento storico, al centro del Novecento, che coincide, sovrapponendosi e intrecciandosi, con l’invenzione, la diffusione e il larghissimo uso delle macchine da scrivere portatili Olivetti, e la Lettera 22 in particolare.

E' il periodo compreso tra gli anni Cinquanta (il 1950 è l'anno della progettazione della Lettera 22) e la fine degli anni Ottanta - inizio anni Novanta (cioè il momento della graduale introduzione dei personal computer nelle redazioni dei quotidiani). Una stagione che può ancora proporsi come esempio e confronto in un momento come quello attuale in cui il giornalismo della carta stampata vive una crisi profonda: concorrenza di Internet in particolare, crollo delle copie per tutti i maggiori quotidiani, allontanamento dei lettori tradizionali, riduzione drastica della pubblicità, perdita di autorevolezza nei confronti del lettore.

Oggi siamo sommersi da notizie, “ultima ora”, commenti, travolti da tweet, fotogallery, video, e sopraffatti da polemiche, scandali, consigli dell’esperto e, anche, fake news. Però – in questo flusso di narrazione ubiqua, anzi di storytelling - rischiamo di perdere un’antica abitudine: il piacere di raccontare (e leggere) le storie, e soprattutto le storie ben scritte.

In mostra sono presenti i pezzi originali che rappresentano tutti i “generi".
Buzzati, la cronaca di costume di Camilla Cederna con la sua impagabile rubrica "Il lato debole", la polemica politica di Giovanni Guareschi e Indro Montanelli, le inchieste di Giorgio Bocca e Enzo Parise è solo uno dei tanti nomi possibili), la cronaca culturale di Mario Soldati, l’impegno “corsaro” di Pier Paolo Pasolini, l’epica sportiva di Giovani Arpino e Gianni Brera sulle pagine di la “nera” di Dino.
Biagi, le interviste ormai storiche di Oriana Fallaci, i reportage che sfiorano la letteratura, Goffredo mille giornali o di Beppe Viola in mille servizi Rai.

Uno spazio ampio viene dato anche ai “colleghi” che non usavano la macchina per scrivere, ma fogli, gomma, forbici e matita: come grafica e il restyling di tutti i più importanti quotidiani e periodici italiani del tempo.

La mostra è realizzata dal Comune di Ivrea con il contributo della Fondazione Guelpa di Ivrea, in collaborazione con l’Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea, e l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa di Ivrea, con la collaborazione di RAI Teche.
La curatela è di Luigi Mascheroni con l’assistenza di Corinna Carbone.



Piccoli Tasti, Grandi Firme. L’epoca d’oro del giornalismo italiano (1950-1990)
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