Mostra Picasso Metamorfosi - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 21/09/2018 Aggiornato il 06/12/2018

Apre la stagione autunnale milanese la grande mostra dedicata a Pablo Picasso (Malaga, Spagna, 1881 - Mougins, Francia, 1973) e al rapporto multiforme che l'artista spagnolo ha sviluppato con il mito e l'antichità, mostra che si propone di esplorare da questa particolare prospettiva il suo intenso e complesso processo creativo.

Dal al
Milano (MI)
Regione: Lombardia
Luogo: Palazzo Reale, piazza Duomo 12
Telefono: 02/92897755
Orari di apertura: 9,30-19,30; giovedì e sabato 9,30-22,30; lunedì 14,30-19,30
Costo: 14 euro; ridotto 12 euro
Note:
Promossa e prodotta dal Comune di Milano -Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, la mostra è curata da Pascale Picard, direttrice dei Musei civici di Avignone. Il progetto, tappa milanese della grande rassegna europea triennale Picasso-Méditerranée, promossa dal Musée Picasso di Parigi con altre istituzioni internazionali, presenta 200 opere tra lavori di Picasso e opere d'arte antica alle quali il maestro si è ispirato, provenienti dal Musée National Picasso di Parigi e da altri importanti musei europei. In questa esposizione è l'antichità nelle sue diverse forme a declinarsi nelle mitologie reinventate da Picasso e presentate nelle sei sezioni che presentano le opere del grande artista accostate a quelle di arte antica, tra ceramiche, vasi, statue, placche votive, rilievi, idoli, stele, che lo hanno ispirato e influenzato.

La prima sezione "Mitologia del Bacio - Ingres, Rodin, Picasso" riunisce i tre artisti attorno al tema del bacio con alcuni dipinti di Picasso, Il bacio di Rodin e Paolo e Francesca di Ingres. La seconda sezione "Arianna tra Minotauro e Fauno" ricorda i suoi punti di riferimento ricorrenti con figure ibride lacerate tra umano e animale, bene e male, vita e morte. Le sue opere popolate da Fauni maschi e femmine, minotauri e centauri. La terza parte "Alla Fonte dell'Antico - Il Louvre" racconta come l'ispirazione classica riesca a mitigare in una certa fase la intensa fase cubista. La quarta sezione "Le Demoiselles del Dyplon: tra greci, etruschi e iberici" riporta la sua esperienza culturale, con le continue visite al Louvre dal 1901 fino anche dopo la seconda guerra mondiale, scoprendo i periodi arcaici e la pittura dei vasi greci d'epoca geometrica. Nella quinta sezione "L'antichità delle metamorfosi" la scultura La donna in giardino (1932) in ferro saldato utilizzato come materiale di riciclo e volutamente dipinta di bianco come un marmo apre questa parte per introdurre le Metamorfosi di Ovidio, di cui Picasso illustra nel 1931 una celebre edizione pubblicata da Albert Skira e di cui Skira, in occasione  della mostra, riedita la copia anastatica. Nell'ultima sezione "Antropologia dell'antico" è protagonista la ceramica, che Picasso scopre nel dopoguerra,  sperimentando il potenziale artistico della terracotta dipinta.
Picasso Metamorfosi
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