Mostra Pellegrino Artusi 1820 – 2020. Ricette a fumetti di Alberto Rebori - Forlimpopoli

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 13/10/2020 Aggiornato il 21/10/2020

 

Dal al
Forlimpopoli (FO)
ATTENZIONE
Prima di presentarsi alle mostre informarsi sulle modalità di ingresso in relazione all’emergenza Covid-19 e visitare il sito ufficiale dell’evento per avere conferma delle date e degli orari.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Casa Artusi, Chiesa dei Servi, via A. Costa 23/27
Telefono: 0543/743138
Orari di apertura: 15-18 lunedì e mercoledì; 9-12,30 martedì, giovedì, sabato, domenica; 9-12,30 3 15-18 venerdì
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.casartusi.it
Organizzatore: Casa Artusi
Note:
La mostra racconta la cucina nella sua veste artistica e creativa e, in collaborazione con Casa Artusi, si inserisce nel calendario delle celebrazioni dedicate al bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi (Forlimpopoli, 1820 - Firenze, 1911) padre della moderna gastronomia italiana.

Accompagnato da aneddoti e riflessioni personali il ricettario La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Artusi è pubblicato per la prima volta dall’autore nel 1891 all’età di 71 anni e nasce come apporto alla formazione culturale della cucina italiana, un contributo aperto ai lettori, soprattutto alle lettrici dell’epoca, coronato da uno straordinario successo editoriale continuato nel tempo.

Con un approccio fedele al testo e insieme molto libero Alberto Rebori, illustratore e disegnatore di fumetti, realizza nel 2001 per l’editore Maurizio Corraini una serie di tavole a fumetti, pubblicate a corredo del celebre libro.

Delle centinaia di disegni realizzati a computer che illustrano il volume soltanto 38 tavole, le 35 a fumetti e 3 libere, sono divenute nel 2011 una tiratura speciale stampata su carta pregiata, in sole tre serie numerate e firmate, che raccontano con parole e immagini 20 ricette che il pubblico può ammirare in mostra.

L’allestimento della mostra, ideato dall’architetto Leo Guerra, fa parte di una collaborazione di lunga tradizione con il curatore, attorno all’immaginario del cibo e alla sua rappresentazione artistica.

Il design si compone di un sistema espositivo modulare, componibile e autoportante capace di integrare: display, quinte espositive tessili, bacheche, luce, comunicazione visiva.

La mostra, curata da Andrea Tomasetig, segna il debutto di un progetto pluriennale, concepito dal libraio antiquario milanese Andrea Tomasetig, che si svolgerà in diverse città italiane e europee, dedicato alla cultura enogastronomica e in particolare all’immagine del cibo italiano. La prossima tappa sarà, infatti, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.


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