Mostra Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque - Milano

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Milano
GAM | Galleria d’Arte Moderna di Milano presenta la grande retrospettiva dedicata a una delle figure più affascinanti della scultura tra Otto e Novecento, Paul Troubetzkoy (Intra, 1866 - Pallanza, 1938).
L’esposizione milanese presenta un’ampia ricognizione internazionale sull’opera di Troubetzkoy scultore cosmopolita, figlio di un principe diplomatico russo e di una cantante lirica americana.
Attraverso una selezione di ottanta opere tra sculture e dipinti, provenienti dalle più importanti collezioni italiane, europee, britanniche e americane, articolate in cinque sezioni tematiche e cronologiche, l’esposizione ricostruisce il percorso umano e artistico di Troubetzkoy: dai primi successi a Milano, dove si formò frequentando gli ambienti scapigliati, alla consacrazione internazionale grazie alla vittoria di importanti concorsi, come quello per la monumentale statua equestre dello Zar Alessandro III a San Pietroburgo, al trasferimento a Parigi, fino alla partecipazione alle grandi esposizioni americane.
Celebre per la straordinaria capacità di catturare il carattere e la vitalità dei suoi soggetti con tocchi rapidi e vibranti, Troubetzkoy fu il ritrattista della Belle Époque: effigiò artisti, nobili e intellettuali della propria cerchia di amici, come il Conte Robert de Montesquiou e Gabriele D’Annunzio; celebrità dell’alta borghesia internazionale come la Marchesa Casati ed esponenti delle famiglie Rothschild, Vanderbilt, Rockefeller.
Il metodo di lavoro di Troubetzkoy, che scolpiva dal vero senza disegni preparatori, e le sue preferenze estetiche hanno prodotto busti in bronzo di grande modernità e immediatezza, che mostrano il processo di creazione, con alcune parti appena abbozzate e altre molto più definite.
La mostra propone un’ampia selezione dei suoi ritratti più celebri, ma anche opere meno conosciute, tra cui le sculture di animali, testimonianza del suo precoce impegno per la causa animalista, e prove sperimentali che ne attestano l’inesauribile ricerca formale, tra cui diverse opere mai esposte prima in Italia.
Il percorso espositivo si arricchisce anche di alcuni dipinti tra cui il ritratto di Troubetzkoy realizzato da Ilya Repin nel 1908.
La mostra presenta anche una selezione di statuette raffiguranti nativi americani, di cui Troubetzkoy cattura lo spirito fiero e il veloce movimento a cavallo, e di cowboy, soggetti che studiò per la prima volta in occasione dell’arrivo a Milano del famoso circo di Buffalo Bill del 1890, e ripresi poi durante i soggiorni negli Stati Uniti.
La mostra è a cura di Omar Cucciniello.
L’esposizione milanese presenta un’ampia ricognizione internazionale sull’opera di Troubetzkoy scultore cosmopolita, figlio di un principe diplomatico russo e di una cantante lirica americana.
Attraverso una selezione di ottanta opere tra sculture e dipinti, provenienti dalle più importanti collezioni italiane, europee, britanniche e americane, articolate in cinque sezioni tematiche e cronologiche, l’esposizione ricostruisce il percorso umano e artistico di Troubetzkoy: dai primi successi a Milano, dove si formò frequentando gli ambienti scapigliati, alla consacrazione internazionale grazie alla vittoria di importanti concorsi, come quello per la monumentale statua equestre dello Zar Alessandro III a San Pietroburgo, al trasferimento a Parigi, fino alla partecipazione alle grandi esposizioni americane.
Celebre per la straordinaria capacità di catturare il carattere e la vitalità dei suoi soggetti con tocchi rapidi e vibranti, Troubetzkoy fu il ritrattista della Belle Époque: effigiò artisti, nobili e intellettuali della propria cerchia di amici, come il Conte Robert de Montesquiou e Gabriele D’Annunzio; celebrità dell’alta borghesia internazionale come la Marchesa Casati ed esponenti delle famiglie Rothschild, Vanderbilt, Rockefeller.
Il metodo di lavoro di Troubetzkoy, che scolpiva dal vero senza disegni preparatori, e le sue preferenze estetiche hanno prodotto busti in bronzo di grande modernità e immediatezza, che mostrano il processo di creazione, con alcune parti appena abbozzate e altre molto più definite.
La mostra propone un’ampia selezione dei suoi ritratti più celebri, ma anche opere meno conosciute, tra cui le sculture di animali, testimonianza del suo precoce impegno per la causa animalista, e prove sperimentali che ne attestano l’inesauribile ricerca formale, tra cui diverse opere mai esposte prima in Italia.
Il percorso espositivo si arricchisce anche di alcuni dipinti tra cui il ritratto di Troubetzkoy realizzato da Ilya Repin nel 1908.
La mostra presenta anche una selezione di statuette raffiguranti nativi americani, di cui Troubetzkoy cattura lo spirito fiero e il veloce movimento a cavallo, e di cowboy, soggetti che studiò per la prima volta in occasione dell’arrivo a Milano del famoso circo di Buffalo Bill del 1890, e ripresi poi durante i soggiorni negli Stati Uniti.
La mostra è a cura di Omar Cucciniello.
Regione: Lombardia
Luogo: GAM-Galleria d’Arte Moderna di Milano, via Palestro 16
Telefono: 02/8844 5943; 051/330931 Infoline
Orari di apertura: 10-17,30 martedì e mercoledì; 10-21 giovedì; 10-19 venerdì, sabato e domenica. Lunedì chiuso
Costo: 14 euro; ridotto 12 euro
Dove acquistare: www.gam-milano.com/
Sito web: www.gam-milano.com/
Organizzatore: Comune di Milano/GAM-Galleria d’Arte Moderna di Milano, Museo d’Orsay, CMS.Cultura (Comunicamente Servizi per la cultura srl)


























