Mostra Paolo Simonazzi. Il filo e il fiume - Parma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 07/03/2022 Aggiornato il 07/03/2022
Dal al
Parma (PR)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Emilia Romagna
Luogo: Palazzo Pigorini, Strada della Repubblica 29/a
Telefono: 0521/218967
Orari di apertura: 15,30-19,30 mercoledì, giovedì e venerdì; 10,30-19,30 sabato e domenica
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.parmawelcome.it/it/scheda/scopri-la-citta/cosa-vedere/palazzi-monumenti/palazzo-pigorini
Organizzatore: Associazione Bondeno Cultura (ABC) in collaborazione con il Comune di Parma
Note:
L'esposizione, nell’ambito del programma ufficiale di Parma Capitale della Cultura 2020+21, propone una selezione di venti scatti, tutti di grande formato, tratti dal progetto realizzato dal fotografo reggiano Paolo Simonazzi (Reggio Emilia, 1961) tra il 2013 e il 2021 e dedicato al Po e ai territori che attraversa.

Protagonista della mostra è il lento, pesante e inesorabile scorrere del Po, che appare anche laddove non viene fotografato direttamente: la sua presenza emerge nel paesaggio circostante e nelle persone che abitano i luoghi solcati dalle sue acque.

Il “filo” a cui fa riferimento il titolo è per l’autore al tempo stesso un’evocazione della forma fluviale, un elemento fisico che compare ripetutamente nelle fotografie e una metafora di “cucitura territoriale”.
Il risultato è un’antologia di paesaggi differenti ma in relazione tra loro, uniti insieme dalla presenza del fiume, parte di un mondo forse in via di estinzione e di cui l’autore, nel solco di una tradizione fotografica che inizia nel dopoguerra, ci consegna tracce visive, invitandoci all’ascolto di quello che Francesco Zanot chiama "il canto flebile di un territorio sovra-territoriale, all’attacco della geografia politica, aggrappato com’è alla linea traballante dell’acqua per centinaia di chilometri".

La mostra è a cura di Andrea Tinterri e Ilaria Campioli.
Paolo Simonazzi. Il filo e il fiume
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