Mostra Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini - Novara

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 11/09/2018 Aggiornato il 05/12/2018

La rassegna presenta 80 capolavori di pittura e scultura, provenienti da prestigiose raccolte private, di maestri italiani come Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Carlo Fornara, Domenico e Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Angelo Morbelli, Giuseppe Pelizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Federico Zandomeneghi. 

Dal al
Novara (NO)
Regione: Piemonte
Luogo: Castello Visconteo Sforzesco, piazza Martiri della Libertà 215
Telefono: 0321 394059
Orari di apertura: 10-19. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Note:
La mostra, curata da Sergio Rebora e Elisabetta Staudacher, coadiuvati da un comitato scientifico composto da Luisa Martorelli, Fernando Mazzocca e Aurora Scotti Tosini, testimonia l’importanza storica del fenomeno del collezionismo nello sviluppo delle arti in Italia, dall’Unità nazionale ai primi anni del Novecento. Suddivisa in otto sezioni, la rassegna si apre con un accenno all’affermazione delle poetiche del vero nel loro passaggio dai temi storico-risorgimentali alla vita quotidiana del nuovo stato sabaudo, con autori come Gerolamo Induno, Giovanni Fattori, Luigi Nono. Negli anni sessanta si assiste anche a una messa a fuoco sul paesaggio nella sua accezione naturalista, con Antonio Fontanesi, Guglielmo Ciardi, Filippo Carcano, e a un confronto tra studio di ritratto pittorico e scultoreo che si prolunga nel tempo (Tranquillo Cremona, Vincenzo Gemito, Medardo Rosso). L’esposizione prende poi in esame l’assestarsi e il definirsi, nei due decenni successivi, di un gusto ufficiale che rispecchia quello della monarchia sabauda e che si confronta con i richiami da Oltralpe. È il trionfo della pittura e della scultura di genere declinate su temi ispirati alla vita pastorale e agreste e a quella borghese nei suoi risvolti intimisti anche con affondi decorativi o folcloristici attraverso la moda dell'orientalismo. Nell'ultimo decennio del secolo emergono l'affermazione di istanze ideologicamente impegnate verso i temi del lavoro, espressi con attento e consapevole tono di denuncia delle ingiustizie sociali, dall’altro, verso i primi segni di sensibilità nei confronti del simbolismo internazionale. 
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