Mostra Ossimori - Verona

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 26/02/2022 Aggiornato il 26/02/2022
Dal al
Verona (VR)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

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Regione: Veneto
Luogo: Kromya Art Gallery, via Oberdan 11c
Telefono: 045/9788842
Orari di apertura: 10-12,30; 16-19,30. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.kromyartgallery.com
Organizzatore: Kromya Art Gallery Verona
Note:
Illusione, metamorfosi, trasfigurazione e dissimulazione della realtà sono i temi centrali della collettiva "Ossimori", in programma nella sede veronese di Kromya Art Gallery, con opere di Cristina e Renata Cosi, Andrea Facco, Federico Ferrarini e Luca Marignoni.

Attraverso la pittura e la scultura, i cinque artisti sanno mettere in discussione la verità di quanto appare con azioni che generano una continua ridefinizione del dato percettivo. Inganno e mimesi, rivelazione e rappresentazione sono i termini con cui ogni loro intervento riconfigura il dato acquisito dallo sguardo.

Nella ricerca di Cristina (Cesena, 1980) e Renata (Cesena, 1983) Cosi la ceramica prende la forma di pelli, stoffe, pagine: sono in generali supporti bianchi, vuoti e leggeri incapaci nel tempo di aver trattenuto le memorie e le storie vissute. Sono fossilizzati in una pesante leggerezza che fissa quei cambiamenti che potrebbero avvertire.

Interroga, invece, la pittura Andrea Facco (Verona, 1973) che, inseguendo la puntualità dell'iperrealismo, prova, in una sfida semantica, a rappresentare ciò che già è stato rappresentato. La sua realtà allora si allontana da quella iniziale per dedurre l'essenza di qualcosa di diverso in un continuo trasformarsi del visibile.

Anche Federico Ferrarini (Verona, 1976), tra pittura e scultura, apre una connessione spazio-temporale con il nostro mondo trasferendo dalla bidimensionalità delle tele, alla tridimensionalità delle installazioni scultoree, una trasfigurante vibrazione che indugia sull'evidenza di energie ataviche e cosmiche, le stesse che regolano l'universo in cui siamo immersi.

Infine Luca Marignoni (Cles, 1989), nell'essenzialità elaborata delle sue forme, dibatte sulla dualità degli opposti alterando lo stato fisico del materiale e facendolo vibrare di inconsuete evoluzioni formali; così cerca l'energia vitale che la materia stessa conserva, trattiene e lascia deflagrare restituendola allo sguardo che è capace di intercettarla nelle sue nuove possibilità e verità.

La mostra è curata da Matteo Galbiati.

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