Mostra Oro e colore nel cuore dell’Appennino. Allegretto Nuzi - Fabriano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 05/10/2021 Aggiornato il 05/10/2021
Dal al
Fabriano (AN)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

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Regione: Marche
Luogo: Pinacoteca civica B. Molajoli, piazza Papa Giovanni Paolo II
Telefono: 0732/250658
Orari di apertura: 10-13; 15-18. Lunedì chiuso
Costo: 5 euro; ridotto 4 euro
Dove acquistare: https://www.pinacotecafabriano.it/
Sito web: https://www.pinacotecafabriano.it/
Organizzatore: Comune di Fabriano, Pinacoteca civica
Note:
Allegretto Nuzi (Fabriano, 1320-1373) fabrianese d’origine e toscano di formazione, lavorò stabilmente a Fabriano e realizzò un numero rilevante di opere diverse, dagli altaroli per il culto privato ai polittici di grandi dimensioni, a cicli affrescati.
La qualità dei fondi oro del Maestro ebbe, da subito e ancora più nei secoli successivi, uno straordinario successo e queste opere vennero contese da estimatori e collezionisti, finendo in musei e collezioni importanti non solo fuori da Fabriano ma anche dall’Italia, tanto che nel nostro paese non restano i dipinti di devozione individuale.

La mostra riesce per la prima volta a riportare a Fabriano una trentina di opere del grande Maestro prestate per l'occasione, fra cui undici tavole da musei stranieri.
Queste opere sono affiancate a una serie di sculture di altri artisti del territorio, sculture che nelle loro cromie, ma non solo, risentono in modo evidente dell’influenza di Allegretto e della sua scuola.

Proprio questa capillare “riconduzione all’origine” consente anche di riunire parti da tempo disperse di polittici, di mettere a confronto opere che con chiarezza delineano il percorso di un Maestro che a pieno titolo può essere definito tale. La dispersione e la conseguente scarsa conoscenza diretta delle sue opere lo avevano relegato a un ruolo apparentemente locale.

La mostra, grazie alla collaborazione con la Diocesi di Fabriano - Matelica, presenta anche una piccola sezione presso il Museo Diocesano e nella stessa cattedrale di San Venanzio, dove è ricostruito un Calvario ligneo coi dolenti.

La mostra è a cura di Andrea de Marchi e Matteo Mazzalupi.
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