Mostra Opera viva di Matteo Baroni - Firenze

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 14/05/2022 Aggiornato il 14/05/2022
Dal al
Firenze (FI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Toscana
Luogo: Serre Torrigiani, via Gusciana 21
Telefono: 328/9666268
Orari di apertura: 24 ore su 24
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: https://serretorrigiani.it; https://matteobaroni.it
Organizzatore: Serre Torrigiani
Note:
Si presenta come una cupola, la monumentale installazione di Matteo Baroni (Firenze, 1977) "Opera Viva", realizzata alle Serre Torrigiani, all’interno dell’omonimo giardino all’italiana nel cuore di Firenze. Una sorta di chiosco fatto di tondini di ferro, “vivo” perché creato per integrarsi con l’ambiente circostante.

Appena costruito, come un antico pergolato di campagna o come la pagoda arabescata di un elegante giardino liberty, ha iniziato a coprirsi di rampicanti: i kiwi, gli unici in città, pieni di frutti in estate; i glicini di vario tipo che lo hanno riempito di colore a primavera e poi, quasi in estate, i bianchi gelsomini.

Opera viva, infatti, come indica il nome, è una struttura vivente, in continuo divenire, che grazie al verde che la circonda e che la abita non appare mai la stessa, ma evolve con il passare delle stagioni.
Realizzata con i tondini di ferro usati in edilizia, quelli di scarto, soprammessi, incastrati e intrecciati, la scultura pervade lo spazio e si espande in altezza, trovando il suo compimento in una grande cupola di otto metri. Sedute e tavoli si sviluppano dalle colonne portanti, mentre dall’alto cadono due altalene e vasi, sempre sorretti dagli intrecci di ferro.

Se la struttura ferrea può dirsi conclusa e fruibile dal pubblico, l’operazione nel suo insieme si modifica invece costantemente, come le sensazioni di chi la usa. Le piante, infatti, con i loro effetti benefici sull’ambiente e sulle persone, sono le vere protagoniste di quest’opera ambientale, che a loro si ispira, nei materiali e nella forma che, con i suoi rami di ferro, rimanda immediatamente al mondo vegetale.

Come in un vero work in progress, l’artista non si è basato su un progetto prestabilito, ma su un’idea che si è sviluppata pian piano, mentre l’opera prendeva forma. Un’idea che dalla botanica ha poi toccato l’arte, la scultura d’ambiente, l’architettura e il design.

Opera viva, la cui origine risale a più di dieci anni fa proprio in occasione di alcuni interventi artistici nel giardino Torrigiani, rientra in quel panorama contemporaneo che vede l’artista non solo come narratore ma come attore di un’azione concreta per trasformare il mondo.
Essa è allo stesso tempo denuncia e ispirazione per contribuire, seppure nel suo piccolo, a contrastare la crisi climatica e ambientale, uno dei grandi problemi del nostro tempo.



Opera viva di Matteo Baroni
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