Mostra OPEN-CLOSE. Mostra dei vincitori del Concorso Zucchelli 2021 - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 10/05/2021 Aggiornato il 10/05/2021
Dal al
Bologna (BO)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Fondazione Zucchelli, Zu.Art giardino delle arti, Vicolo Malgrado 3/2
Telefono: 051/5870606
Orari di apertura: 9,30-11,30 da lunedì a venerdì, su prenotazione
Costo: Ingresso libero, su prenotazione scrivendo entro il giorno precedente a eventi.fondazionezucchelli@gmail.com
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.fondazionezucchelli.it
Organizzatore: Fondazione Zucchelli in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Bologna
Note:
Dal 1963, la Fondazione Zucchelli sostiene le nuove generazioni assegnando, attraverso il Concorso Zucchelli, borse di studio agli allievi più meritevoli dell'Accademia di Belle Arti di Bologna.

La collettiva presenta i lavori di sei giovani artisti vincitori del Concorso Zucchelli, selezionati da una giuria composta da Lorenzo Balbi, direttore artistico del MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, e dai docenti, critici d’arte e curatori Valerio Dehò e Carmen Lorenzetti.

Il vincitore del Primo Premio (Premio al Talento) è Gioele Villani (Firenze, 1994) con l’opera tree_gen/habitat/, con cui prosegue la sua ricerca sul codice informatico come testo poetico attraverso l’invenzione di un linguaggio generativo (Succosa) che disegna forme bizzarre evocanti l’intrico vegetale di un sottobosco.
Il codice è in grado di creare infinite variazioni, aprendo molteplici possibilità di riflessione sulla relazione uomo-macchina, natura-automazione.

Una Menzione d'Onore è stata attribuita alla proposta di Michele Di Pirro (Forlì, 1995) dal titolo Opere di Nero Induzione, composta da una tela di recupero completamente ricoperta di brandelli di carta termica, i quali, sottoposti al calore, rilasciano un colore nero intenso.

I segni di usura sulla superficie della carta creano intensi contrasti di vuoti e pieni, che vanno lentamente a uniformarsi a causa delle proprietà chimiche di questo materiale.

Il Terzo Premio è stato assegnato, ex aequo, a quattro partecipanti: Nikola Filipovic (Kotor, Montenegro, 1994) con The theory of youth, tre stampe monocromatiche blu su fondo bianco, che evocano situazioni in cui le persone non hanno il pieno controllo del proprio corpo e si trovano dunque in equilibrio precario, forse alla ricerca di una trasmigrante cultura identitaria;

Mór Mihály Kovács (Budapest, 1998) con Hopscotch, un’opera che appare introversa e in bilico tra figurazione e plasticità, dove la curvatura definisce nettamente l’interno, caratterizzato da ruvido mosaico, e l’esterno, liscio e neutro, quasi a indicare un “frammento archeologico” custodito nel guscio della contemporaneità;

Alice Mazzei (Pontremoli, 1998) con Patìa, dipinto a olio in cui, con l’alternarsi di luci e ombre, pieni e vuoti, voci e silenzi, la tensione dei panneggi, rigidi e fluidi allo stesso tempo, rende manifesta la costante ambivalenza sottesa alla dimensione delle forme;

Mehrnoosh Roshanaei (Teheran, 1988) con il video di animazione The Last Song, in cui ha ricreato in 3D i fiori di Franklinia alatamaha, una pianta che dall’inizio del XIX secolo è stata dichiarata scomparsa in natura, accompagnati dal canto d’amore di uccello ormai estinto.

La mostra tiene presente la pluralità di media con cui si esprimono, che va dalla pittura, alla scultura, all’installazione, alla fotografia fino al video, a testimonianza del dibattito sempre vivace che l’Accademia di Belle Arti di Bologna propone.

La mostra è a cura di Carmen Lorenzetti.
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