Mostra Olivetti. L’arte di comunicare - Bassano del Grappa

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Bassano del Grappa (Vicenza)
La mostra, ospitata nelle magnifiche sale affrescate di Palazzo Sturm, si lega profondamente alla storia e alle ricche collezioni permanenti del Museo della Stampa Remondini, situato al piano terra del Palazzo e dedicato alla tipografia e calcografia della celebre famiglia di imprenditori grafici bassanesi, le cui raccolte raccontano il fenomeno industriale che varcò i confini del vecchio continente per giungere fino alle Americhe.
Con oltre 130 artefatti grafici tra brochure, manifesti, libretti di istruzioni, libri, documenti e oggetti provenienti da collezioni private, la rassegna ripercorre la storia della comunicazione visiva dell’azienda fondata a Ivrea da Camillo Olivetti nel 1908.
Il percorso mette in evidenza la nascita di uno “stile Olivetti”, riconosciuto a livello internazionale, che va ben oltre la pubblicità e coinvolge ogni aspetto dell’impresa, dai prodotti agli spazi, fino al rapporto con la cultura e la società.
Questa visione si sviluppa soprattutto grazie ad Adriano Olivetti, figlio di Camillo, che dagli anni Trenta promuove un modello di azienda in cui innovazione, responsabilità sociale e attenzione all’estetica sono strettamente legate.
La comunicazione diventa così uno strumento centrale, capace di unire linguaggi diversi in uno stile coerente.
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che approfondiscono altrettanti ambiti fondamentali di questo modello.
La prima, “Narrare l’impresa”, mette in luce il ruolo delle pubblicazioni celebrative ed editoriali nel costruire e diffondere l’identità aziendale.
Dagli opuscoli degli anni Trenta, influenzati dalla nuova tipografia europea, fino ai manuali sistematici degli anni Settanta, emerge una progressiva consapevolezza del valore strategico della comunicazione come strumento di coesione interna e di rappresentazione esterna.
La seconda e la terza sezione, “Comunicare il prodotto”, evidenziano come, fin dalle origini, Olivetti abbia riconosciuto l’importanza della grafica e della pubblicità nella diffusione dei propri manufatti.
La quarta sezione, “Scandire il tempo”, esplora i calendari e le agende Olivetti come esempi significativi del desiderio dell’azienda di estendere la cultura del progetto agli oggetti quotidiani.
La quinta sezione, “Costruire la comunità”, mette in evidenza il legame tra comunicazione e impegno civile.
L’utopia olivettiana si traduce in una serie di iniziative rivolte ai lavoratori e al territorio, che spaziano dall’urbanistica alle attività culturali.
La mostra, nel suo insieme, delinea un’esperienza unica nel panorama industriale del Novecento, in cui la comunicazione visiva si configura non solo come strumento operativo, ma anche come elemento fondante di un più ampio progetto culturale e sociale.
La mostra è a cura di Fiorella Bulegato e Giorgio Cedolin.
Con oltre 130 artefatti grafici tra brochure, manifesti, libretti di istruzioni, libri, documenti e oggetti provenienti da collezioni private, la rassegna ripercorre la storia della comunicazione visiva dell’azienda fondata a Ivrea da Camillo Olivetti nel 1908.
Il percorso mette in evidenza la nascita di uno “stile Olivetti”, riconosciuto a livello internazionale, che va ben oltre la pubblicità e coinvolge ogni aspetto dell’impresa, dai prodotti agli spazi, fino al rapporto con la cultura e la società.
Questa visione si sviluppa soprattutto grazie ad Adriano Olivetti, figlio di Camillo, che dagli anni Trenta promuove un modello di azienda in cui innovazione, responsabilità sociale e attenzione all’estetica sono strettamente legate.
La comunicazione diventa così uno strumento centrale, capace di unire linguaggi diversi in uno stile coerente.
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che approfondiscono altrettanti ambiti fondamentali di questo modello.
La prima, “Narrare l’impresa”, mette in luce il ruolo delle pubblicazioni celebrative ed editoriali nel costruire e diffondere l’identità aziendale.
Dagli opuscoli degli anni Trenta, influenzati dalla nuova tipografia europea, fino ai manuali sistematici degli anni Settanta, emerge una progressiva consapevolezza del valore strategico della comunicazione come strumento di coesione interna e di rappresentazione esterna.
La seconda e la terza sezione, “Comunicare il prodotto”, evidenziano come, fin dalle origini, Olivetti abbia riconosciuto l’importanza della grafica e della pubblicità nella diffusione dei propri manufatti.
La quarta sezione, “Scandire il tempo”, esplora i calendari e le agende Olivetti come esempi significativi del desiderio dell’azienda di estendere la cultura del progetto agli oggetti quotidiani.
La quinta sezione, “Costruire la comunità”, mette in evidenza il legame tra comunicazione e impegno civile.
L’utopia olivettiana si traduce in una serie di iniziative rivolte ai lavoratori e al territorio, che spaziano dall’urbanistica alle attività culturali.
La mostra, nel suo insieme, delinea un’esperienza unica nel panorama industriale del Novecento, in cui la comunicazione visiva si configura non solo come strumento operativo, ma anche come elemento fondante di un più ampio progetto culturale e sociale.
La mostra è a cura di Fiorella Bulegato e Giorgio Cedolin.
Regione: Veneto
Luogo: Palazzo Sturm, vicolo Schiavonetti 40
Telefono: 0424/519940
Orari di apertura: 10-19. Martedì chiuso
Costo: 14 euro
Dove acquistare: www.ticketlandia.com/m/event/mostra-olivetti-museo-bassano-open-corretto
Sito web: www.museibassano.it
Organizzatore: Comune e Musei Civici di Bassano del Grappa con Ronzani Editore































