Mostra NOVENA. Francesco e Bernardino Zaganelli | Franco Pozzi – Nicola Samorì. Storie di un Cristo portacroce acquisito e di una singolare serie tra antico e contemporaneo - Cotignola

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 25/11/2021 Aggiornato il 25/11/2021
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Cotignola (RA)
ATTENZIONE
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Regione: Emilia Romagna
Luogo: Museo Civico Luigi Varoli, Palazzo Sforza, corso Sforza 21
Telefono: 0545/908879; 320/4364316
Orari di apertura: 15,30-18,30 giovedì e venerdì; 10-12; 15,30-18,30 sabato, domenica e festivi. Dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12, possibilità di aperture su prenotazione
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.museovaroli.it
Organizzatore: Comune di Cotignola
Note:
La mostra ruota intorno all’acquisizione, importante e identitaria, da parte del Comune di Cotignola, di un dipinto a olio di grande intensità espressiva che raffigura un Cristo portacroce realizzato da Francesco e Bernardino Zaganelli.

L’opera proviene da una collezione privata bolognese e si potrà ammirare in tutto il suo splendore, dopo l’intervento di restauro condotto da Michele Pagani, insieme ad altre due versioni dello stesso soggetto realizzate dagli stessi Zaganelli e ai preziosi interventi di due artisti contemporanei: Franco Pozzi, che esporrà cinque disegni a matita, e Nicola Samorì, che presenterà un dipinto realizzato a olio.

Il titolo "NOVENA", suggerito da Franco Pozzi, oltre ad alludere a una pratica di preghiera e di meditazione, gioca sulla ricorsività del numero nove, presente anche nel percorso espositivo: nove le versioni conosciute del Cristo portacroce e nove le opere in mostra: tre le versioni del Cristo degli Zaganelli, cinque i disegni di Pozzi, uno il dipinto di Samorì.

Un’occasione straordinaria per celebrare due figure molto apprezzate, della pittura in Romagna tra Quattro e Cinquecento: Francesco e Bernardino Zaganelli. In sé racchiude anche la storia di un ritorno atteso: quello dei due fratelli pittori a Cotignola, loro paese d’origine. Il dipinto, in questo contesto, diventa anche simbolo, punto di partenza e presenza centrale, della futura sezione del Museo Varoli dedicata agli Sforza e ai suoi pittori del Rinascimento.

La tela raffigura Cristo durante la salita al Calvario attraverso un’iconografia molto in voga nel primo decennio del Cinquecento: l’inquadratura stringe sul volto di Cristo, eliminando i dettagli di contorno e dello sfondo, per concentrarsi sugli aspetti più patetici e commoventi, e invitare alla contemplazione del suo sacrificio.

La mostra prevede una seconda sezione in cui gli artisti contemporanei, Franco Pozzi e Nicola Samorì, specchiano questo dipinto in un confronto a distanza, che accoglie e rilancia il suo ritorno a casa.

In esposizione cinque disegni di Franco Pozzi, quasi a salvare e cantare l’amore per il dettaglio e la precisione nordica dei due fratelli. Come perdersi nei particolari di un mondo assimilabile alla dimensione della preghiera, una disciplina di attenzione e ripetizione lenta, che ritornano nel silenzio e mantra della pratica del disegno a matita.

E un dipinto di Nicola Samorì, dove sono ancora il tempo e i fantasmi, e una pittura che contesta e contrasta l’oblio, salvando pezzi di mondo, a ricaricare di senso le immagini. A frugarle e scorticale fino a riaprire la ferita e a farla tornare pulsante, viva. Ombre e figure del passato corrose fino a svelare inciampi e seppellimenti. Regressioni e possibilità future.

La mostra, curata da Raffaella Zama e Federico Settembrini, sarà accompagnata da una serie di appuntamenti tra visite guidate, laboratori, incontri, proiezioni e convegni dedicati ai due fratelli pittori cotignolesi.
NOVENA. Francesco e Bernardino Zaganelli | Franco Pozzi – Nicola Samorì. Storie di un Cristo portacroce acquisito e di una singolare serie tra antico e contemporaneo
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