Mostra Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno - Torino

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Torino
Intesa Sanpaolo presenta alle Gallerie d’Italia – Torino la mostra dedicata a Nick Brand (Londra, 1964), uno dei più importanti fotografi contemporanei attivi sui temi della crisi climatica e della distruzione ambientale.
Avviata nel 2020, in piena pandemia, The Day May Break è una serie globale in quattro capitoli che segna una nuova fase nella ricerca di Brandt.
Il progetto ricalibra l’attenzione dell’artista su persone, animali e ambienti colpiti dalla distruzione ambientale in aree del mondo che risultano tra le meno responsabili del collasso climatico, ma che ne subiscono in modo sproporzionato le conseguenze.
Per la prima volta, alle Gallerie d’Italia – Torino, tutti e quattro i capitoli di The Day May Break sono presentati insieme, in un percorso immersivo di 63 immagini di grande formato che restituisce una visione al tempo stesso dura e poetica di ciò che resta e di ciò che, nonostante tutto, può ancora offrire speranza.
Il quarto capitolo della serie è stato commissionato da Intesa Sanpaolo, a conferma dell’impegno della Banca sui temi della sostenibilità, della responsabilità sociale e della cultura come strumento di consapevolezza.
Chapter One, The Day May Break (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, è ambientato in santuari per animali salvati dalla distruzione dell’habitat e dagli effetti del bracconaggio.
Chapter Two, Sanctuary (2022), fotografato in Bolivia, prosegue questa riflessione su un altro continente.
Con SINK / RISE, Chapter Three (2023), realizzato nell’arcipelago delle Fiji, l’artista guarda al futuro prossimo.
I protagonisti delle immagini, fotografati sott’acqua mentre compiono gesti quotidiani, rappresentano le comunità che nei prossimi decenni perderanno terre, case e mezzi di sostentamento a causa dell’innalzamento del livello del mare.
Il percorso si conclude con The Echo of Our Voices, Chapter Four (2024), realizzato in Giordania su commissione di Intesa Sanpaolo, che ritrae famiglie di rifugiati siriani costrette a vivere in condizioni di sfollamento permanente.
La mostra si configura come un appello urgente e silenzioso al tempo stesso: attraverso immagini di straordinaria potenza visiva ed emotiva, Nick Brandt invita a riconoscere una verità spesso ignorata, ovvero che il destino degli esseri umani, degli animali e del pianeta è profondamente e indissolubilmente intrecciato.
La mostra è a cura di Arianna Rinaldo.
Avviata nel 2020, in piena pandemia, The Day May Break è una serie globale in quattro capitoli che segna una nuova fase nella ricerca di Brandt.
Il progetto ricalibra l’attenzione dell’artista su persone, animali e ambienti colpiti dalla distruzione ambientale in aree del mondo che risultano tra le meno responsabili del collasso climatico, ma che ne subiscono in modo sproporzionato le conseguenze.
Per la prima volta, alle Gallerie d’Italia – Torino, tutti e quattro i capitoli di The Day May Break sono presentati insieme, in un percorso immersivo di 63 immagini di grande formato che restituisce una visione al tempo stesso dura e poetica di ciò che resta e di ciò che, nonostante tutto, può ancora offrire speranza.
Il quarto capitolo della serie è stato commissionato da Intesa Sanpaolo, a conferma dell’impegno della Banca sui temi della sostenibilità, della responsabilità sociale e della cultura come strumento di consapevolezza.
Chapter One, The Day May Break (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, è ambientato in santuari per animali salvati dalla distruzione dell’habitat e dagli effetti del bracconaggio.
Chapter Two, Sanctuary (2022), fotografato in Bolivia, prosegue questa riflessione su un altro continente.
Con SINK / RISE, Chapter Three (2023), realizzato nell’arcipelago delle Fiji, l’artista guarda al futuro prossimo.
I protagonisti delle immagini, fotografati sott’acqua mentre compiono gesti quotidiani, rappresentano le comunità che nei prossimi decenni perderanno terre, case e mezzi di sostentamento a causa dell’innalzamento del livello del mare.
Il percorso si conclude con The Echo of Our Voices, Chapter Four (2024), realizzato in Giordania su commissione di Intesa Sanpaolo, che ritrae famiglie di rifugiati siriani costrette a vivere in condizioni di sfollamento permanente.
La mostra si configura come un appello urgente e silenzioso al tempo stesso: attraverso immagini di straordinaria potenza visiva ed emotiva, Nick Brandt invita a riconoscere una verità spesso ignorata, ovvero che il destino degli esseri umani, degli animali e del pianeta è profondamente e indissolubilmente intrecciato.
La mostra è a cura di Arianna Rinaldo.
Regione: Piemonte
Luogo: Gallerie d’Italia – Torino, piazza San Carlo 156
Telefono: 800/167619
Orari di apertura: 9,30-19,30 martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica; 9,30-20,30 mercoledì. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Dove acquistare: www.gallerieditalia.com
Sito web: www.gallerieditalia.com
Organizzatore: Gallerie d’Italia – Torino, museo di Intesa Sanpaolo





























