Mostra Nevio Mengacci. Astrazione prima del tempo - Arezzo

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 30/04/2022 Aggiornato il 30/04/2022
Dal al
Arezzo (AR)
ATTENZIONE
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Regione: Toscana
Luogo: Le Nuove Stanze, via Mazzini 12
Telefono: 349/6486862
Orari di apertura: 10-12,30; 15-19 da martedì a venerdì; sabato e domenica su appuntamento. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: https://magonzaeditore.it/
Organizzatore: Le Nuove Stanze in collaborazione con Magonza
Note:
Nevio Mengacci (Urbino, 1945), presenta presso Le Nuove Stanze, in collaborazione con Magonza, una serie di opere inedite, realizzate per l’occasione, in dialogo con lo spazio espositivo, insieme a una selezione di lavori recenti.

Una grande installazione realizzata con una distesa di fazzolettini Tempo attraversati da bruciature, dietro a una sinuosa e sospesa linea dorata; una tela in cui tonalità diverse di blu emergono richiamando cosmologie lontane, ma allo stesso modo cieli vicini e conosciuti; sculture che disegnano nello spazio dei pensieri astratti e lirici, in cui il gesto e la dimensione primordiale del materiale dialogano con la raffinatezza dell’oro, accento spirituale di senso.

Le opere che Nevio Mengacci ha realizzato appositamente per il salone delle Nuove Stanze sono in dialogo l’una con l’altra, formando un percorso sì lirico e prezioso ma anche frastagliato e ferito, che riflette sulla punta di senso più alta e inestinguibile dell’opera d’arte.

L’esposizione si snoda nelle altre sale con dei disegni recenti (2021): quelli realizzati a china, che richiamano un mondo pre-grafico, quelli dorati, che trasportano l’osservatore in una foresta incantata, ma non meno perturbante, di segni, linee segmentate ed impronte.

Una serie di video realizzati sulle coste dell’isola di Creta nel 2021, restituiscono la profondità, la naturalezza di un tempo ripetuto, eterno nella sua ripresentazione, che cela dietro la familiarità del rumore delle onde che si infrangono sulla riva, la complessità del flusso a cui apparteniamo.

La mostra è a cura di Moira Chiavarini.
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