Mostra Neo Rauch, Rosa Loy. La Torre - Vicenza

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 06/04/2019 Aggiornato il 06/04/2019
Dal al
Vicenza (VI)
Regione: Veneto
Luogo: Fondazione Coppola, corso Palladio 1
Telefono: 339/1542399; 0444/043272
Orari di apertura: 11-18. Lunedì e martedì chiuso
Costo: 5 euro, prenotare in anticipo la visita in quanto la particolare conformazione architettonica del Torrione pone limiti di accesso
Note:
Con la mostra, prima personale in Italia degli artisti Neo Rauch (Lipsia, 1960) e Rosa Loy (Zwickau, 1958), la Fondazione Coppola apre la propria sede espositiva presso il Torrione di Vicenza.
Il progetto nasce per volontà del mecenate e imprenditore Antonio Coppola, che ha acquistato e donato il Torrione medievale al Comune di Vicenza in cambio di un usufrutto di trent’anni, l’ha sottoposto a un meticoloso lavoro di restauro a cura dello studio UP3 Architetti Associati, sotto la supervisione della Soprintendenza, restituendo alla città un bene pubblico diventato oggi un polo per l’arte contemporanea.

In esposizione una serie di opere inedite, tra dipinti e disegni, di Neo Rauch e Rosa Loy, due figure significative nella scena della pittura internazionale degli ultimi decenni. La loro esperienza è fortemente legata alla città di Lipsia, dove, dall’inizio del Novecento fino agli anni Duemila, è andato formulandosi un linguaggio figurativo che ha formato un’importante scuola di pittura (la scuola di Lipsia, appunto) che ha coinvolto diverse generazioni di artisti tedeschi.

Neo Rauch, in particolare, costituisce una figura di raccordo tra diverse generazioni di artisti, punto di riferimento per i pittori che hanno fatto parte della Nuova Scuola di Lipsia. L'artista ha saputo rielaborare il suo linguaggio figurativo attraverso la contaminazione di diverse culture: le illustrazioni dei manifesti di propaganda della Germania Est, la cultura Pop, il realismo energetico di artisti come Max Beckmann e Otto Dix, le prospettive e la narrativa dei grandi teleri di maestri rinascimentali come Tintoretto e Rubens.

Il linguaggio figurativo di Rosa Loy appare più disteso, anche se altrettanto ambiguo, al centro dei suoi dipinti c’è sempre la figura del doppio femminile e la relazione enigmatica tra due figure che si muovono all’interno di un paesaggio intimo e famigliare, dentro una casa o un giardino.

La mostra, a cura di Davide Ferri, patrocinata dal Comune di Vicenza e dal Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania, si articola lungo i sei piani del complesso medievale come proposta di dialogo tra le opere dei due artisti.
Neo Rauch, Rosa Loy. La Torre
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