Mostra Nello Petrucci. Profili - Venezia

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 15/06/2022 Aggiornato il 15/06/2022
Dal al
Venezia (VE)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Veneto
Luogo: Palazzo Contarini del Bovolo, Scala Contarini del Bovolo 4303
Telefono: 041/3096605
Orari di apertura: 10-18 tutti i giorni
Costo: 8 euro; ridotto 6 euro
Dove acquistare: www.museivenezia.it/scala-contarini-del-bovolo
Sito web: www.museivenezia.it/scala-contarini-del-bovolo/
Organizzatore: Contemply Art & Investiment
Note:
Palazzo Contarini del Bovolo, recentemente restaurato e riaperto al pubblico, presenta la mostra dell’artista pompeiano Nello Petrucci, a cura di Chiara Canali e con presentazione critica di Luca Beatrice.

Personalità già riconosciuta nel panorama artistico italiano e internazionale, Nello Petrucci è un autore e film maker italiano che lavora utilizzando diverse tecniche espressive (dalla pittura al collage, dalla stampa fotografica halftone alla serigrafia) e intervenendo all’interno di diversi campi mediali e linguistici (dal cinema all’arte contemporanea, dalla street art all’arte pubblica).

Nelle opere a collage e décollage, Nello Petrucci parte da una azione di ritrovamento, raccolta, riproduzione di frammenti di reale scomposto ed estraniato (i pezzi di locandine e affiches cinematografiche) che sottopone all’attenzione della coscienza dello spettatore, associati ai ritratti in primo piano di personaggi della sfera della storia, della musica o del cinema, affinché la coscienza ne possa liberamente disporre.

Sia per quanto riguarda i profili recuperati dalla classicità che per i soggetti provenienti dal cinema, Petrucci ha volutamente individuato e scelto la tecnica dell’halftone proprio per questa sua caratteristica di essere a “bassa definizione”, opaca, discontinua, perché fornendo poche informazioni visive all’osservatore, gli richiede un maggior coinvolgimento, una maggior partecipazione per completare ciò che è soltanto suggerito dalla maglia a mosaico dei puntini.

Questo procedimento dell’halftone viene estremizzato e diventa soggetto a tutto campo negli interventi di Street Art ideati e realizzati da Petrucci per il contesto urbano e posizionati in forma estemporanea in diverse città italiane e del mondo.

L’ultima opera monumentale, appositamente studiata per la personale a Palazzo Contarini del Bovolo, si intitola Hell e nasce in dialogo con il bozzetto di Jacopo Tintoretto, lì conservato, relativo al grande telero del Paradiso di Palazzo Ducale.

In contrapposizione al Paradiso del Robusti, che aveva inteso ricostruire, in una sfera celeste, la perfezione gerarchica del governo veneziano, Petrucci rilegge una drammatica immagine di Inferno terreno, scattata in Ucraina nel momento in cui una statua di Cristo è stata rimossa dalla Cattedrale armena di Leopoli e portata in un bunker per essere protetta dai bombardamenti russi.
Ancora una volta, le incoerenze e antinomie della guerra si ritrovano nel fardello appeso alle mani di Cristo, che riporta la scritta “Leo”, allusione a una indiscriminata produzione di armi riscontrabile anche nell’industria italiana.
Nello Petrucci. Profili
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