Mostra Nelle sommosse e nelle guerre. Gli archivi milanesi durante l’età napoleonica - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 13/10/2021 Aggiornato il 13/10/2021
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Milano (MI)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: Archivio di Stato, via Senato 10
Telefono: 02/7742161
Orari di apertura: 11-12; 13-14 giovedì e venerdì
Costo: Ingresso libero. Sono previste aperture straordinarie, sabato 16 e domenica 17 ottobre, per le giornate FAI d’autunno, su prenotazione
Dove acquistare: Ingresso libero con prenotazione obbligatoria: https://bit.ly/PrenotazioneMostraAsmi
Sito web: www.archiviodistatomilano.beniculturali.it
Organizzatore: Archivio di Stato di Milano
Note:
Nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario della scomparsa di Napoleone Bonaparte, l’Archivio di Stato di Milano ospita la mostra che analizza quali furono le conseguenze e le ricadute prodotte dall’arrivo del nuovo potere napoleonico sugli archivi milanesi.

Mentre l’Italia era investita dall’impetuosa avanzata delle truppe comandate dal generale Bonaparte, nel chiuso degli archivi prendeva il via una battaglia più silenziosa, ma destinata a produrre effetti duraturi nel tempo. Nel giro di un quarto di secolo, dal 1796 al 1821, molti archivi italiani subirono razzie, trasferimenti improvvisi, accorpamenti e smembramenti, frutto delle alterne vicende belliche che segnarono l’età napoleonica e i primi anni della Restaurazione.

La rassegna rientra nel palinsesto delle iniziative del Comitato per il bicentenario napoleonico 1821-2021 (www.napoleone21.eu).

L’esposizione presenta una serie di documenti, carte, pergamene dall’alto significato simbolico, oltre a intestazioni finemente decorate, sigilli, progetti di monumenti, stampe e molti altri pezzi rari tratti dai fondi del patrimonio archivistico milanese.

Il percorso espositivo si costruisce lungo quattro filoni narrativi e si apre con la sezione che inquadra da un punto di vista storico il contesto che fa da sfondo alle vicende archivistiche.
Qui si trova una selezione di documenti, molti dei quali con firma autografa di Napoleone stesso, che si caratterizza per intestazioni finemente decorate, spesso realizzate da importanti artisti quali Andrea Appiani, per esaltare l’inizio di una nuova era di uguaglianza e libertà.

La mostra prosegue con la parte che guida il visitatore alla scoperta delle vicende interne dell’Archivio, con lo scopo di rivelare tutte le contraddizioni di un periodo nel quale l’istituto, non ancora affrancato dalla sua antica veste di Archivio segreto, tentò di aprirsi a un nuovo pubblico di eruditi e studiosi.

Il percorso continua documentando le peripezie subite dalla documentazione in epoca napoleonica. A emergere è una Milano crocevia di un continuo flusso di casse ricolme di documenti, protagonisti di un ideale tour tra Vienna, Parigi, Venezia, le cui tappe furono scandite dai trionfi e dalle sconfitte francesi.

Alla caduta del Regno d’Italia, infatti, l’Austria e i governi restaurati in Italia pretesero la restituzione della documentazione estratta dagli archivi dei rispettivi territori e confluita a vario titolo a Milano durante tutta l’età napoleonica. A essere spogliato non fu solo l’Archivio nazionale, ma anche il nuovo Archivio diplomatico, il cui patrimonio venne progressivamente circoscritto alla sola area lombarda.

Non solo carte e pergamene, ma anche testimonianze materiali, emergono dai faldoni di un archivio. La rassegna, infatti, si chiude idealmente con il caso del curioso destino di tre ciocche di capelli di Napoleone, sequestrate nel 1817 a Natale Santini, suo collaboratore giunto in Italia con il singolare “cimelio”. I capelli entrarono dunque a far parte del fascicolo archivistico relativo alle indagini sul Santini, arrivato all’interno del fondo Presidenza di Governo.

La rassegna è curata da Maria Pia Bortolotti, Marco Lanzini e Carmela Santoro.


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