Mostra Nel segno delle donne. Tra Boldini, Sironi e Picasso - Domodossola

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/07/2022 Aggiornato il 17/07/2022
Dal al
Domodossola (VB)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

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Regione: Piemonte
Luogo: Musei Civici Gian Giacomo Galletti in Palazzo San Francesco, piazza A. Ruminelli 1
Telefono: 338/5029591
Orari di apertura: 10-13; 15-19 da giovedì a domenica
Costo: 8 euro; ridotto 6 euro
Dove acquistare: www.comune.domodossola.vb.it/
Sito web: www.comune.domodossola.vb.it/
Organizzatore: Comune di Domodossola in partnership con la Fondazione Paola Angela Ruminelli
Note:
I Musei Civici Gian Giacomo Galletti in Palazzo San Francesco ospitano una nuova grande mostra, dedicata al ruolo della donna negli anni che chiudono l’Ottocento e aprono il XX secolo, in un percorso che proietta la società e l’arte verso la modernità.

Un percorso ricco di accostamenti tra dipinti, sculture, fotografie, macchine fotografiche d’epoca e abiti che prende l’avvio da alcuni capolavori di Giovanni Boldini e prosegue con un affondo dedicato alla Regina Margherita, per poi soffermarsi sulla donna dipinta da Zandomeneghi, Mario Cavaglieri, Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Vittorio Amedeo Corcos, Giacomo Grosso, Cesare Maggi, Carrà, Pellizza da Volpedo, fino a Sironi, Modigliani e Picasso.

La mostra espone oltre sessanta opere tra dipinti, sculture, macchine fotografiche d’epoca, abiti e fotografie, poste fra loro in una serie di accostamenti che approfondiscono le interconnessioni tra le varie manifestazioni della modernità, ponendo sempre al centro della ricerca la città di Domodossola che in questi decenni era più che mai viva protagonista dei tempi.

Nel 1906, infatti, era stato inaugurato il traforo del Sempione che aveva aperto una via di comunicazione diretta con la Francia e di conseguenza con Parigi, capitale della Belle Époque.

Dal percorso espositivo emerge con forza la vera protagonista assoluta della mostra: la figura femminile, la donna nelle sue diverse sfaccettature che diventa chiave di lettura della modernità. Le donne sono presenti nelle opere di Boldini, Zandomeneghi, Cavaglieri, Corcos, Carrà, Pellizza da Volpedo e Sironi a volte intellettuali, altre lavoratrici, giovani o anziane, madri o figlie.

Queste figure si fanno testimoni dei tempi che evolvono e del mutare del gusto estetico, dai ritratti in tulle e crinoline della fine dell’Ottocento le ritroviamo tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento rappresentate da Sironi come figure solide e spoglie di orpelli e con un segno forte e melancolico ne Le Corsage a Carreaux di Picasso.

La mostra è curata da Antonio D’Amico e Federico Troletti che è il neo Conservatore dei Musei Civici.
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