Mostra Nel segno del Cenobio - Monza

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 16/06/2021 Aggiornato il 16/06/2021
Dal al
Monza (MB)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: LeoGalleries, via De Gradi 10
Telefono: 039/5960835
Orari di apertura: 15-19 da martedì a venerdì; 10-13; 15-19 sabato. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.leogalleries.it; LeoGalleries - Home | Facebook
Organizzatore: LeoGalleries
Note:
A Milano nel 1962 un gruppo di artisti inaugura una significativa riflessione sulla pittura come valore espressivo-scritturale.
Agostino Ferrari (Milano, 1938), Ugo La Pietra (Bussi sul Tirino, 1938), Ettore Sordini (Milano, 1934 - Fossombrone, 2012), Angelo Verga (Milano, 1933 - 1999) e Arturo Vermi (Bergamo, 1928 - Paderno d'Adda, 1988) sono i membri di questo nuovo sodalizio, dalla storia breve ma intensa: il Gruppo del Cenobio.

Nella ferma volontà di star lontani dalle logiche del mercato, essi intrecciano le loro diverse storie di artisti, per cercare risposte in un’arte segnica, profondamente evocativa, quasi una scrittura privata, lontanissima dai clamori dei linguaggi allora in voga, quali quello della Pop Art.

Gli artisti del Cenobio (il nome proviene dall’omonima galleria d’arte milanese) fanno la loro prima apparizione pubblica ufficiale come gruppo nel dicembre del 1962.

Il segno è l’assoluto protagonista delle loro ricerche, accomunate proprio dall’esigenza di proporre una nuova interpretazione dell’atto pittorico in un’epoca in cui le tendenze d’avanguardia, dagli artisti di Azimut al Gruppo T, stavano rivolgendosi ad altre forme espressive.
Nelle loro opere il segno, tracciato con caratteristiche differenti a seconda della personalità di ciascuno, si fa portatore di una narrazione poetica e emotiva, libera e autonoma.

Al segno arrivano da territori diversi: Vermi e Ferrari provengono da esperienze informali e giungono quasi contemporaneamente alla definizione di un nuovo linguaggio potentemente poetico; La Pietra ci arriva inseguendo l’ambizione di superare i confini e spezzare il sistema precostituito; Sordini e Verga, invece, si sono mossi fino ad allora nell’ambito del movimento Nucleare e pensano al segno come scrittura e comunicazione.

Il gruppo si scioglie dopo meno di due anni di attività ma l’impronta lasciata dall’esperienza comune resterà forte nella ricerca dei singoli artisti. Ciascun esponente proseguirà poi il proprio cammino, accentuando, con attitudini e modalità diverse, aspetti differenti dell’ipotesi espressiva esplorata dal movimento.

La mostra approfondisce con una attenta e importante selezione di una quindicina di opere dell’epoca, la breve ma molto significativa storia di questo movimento, proprio per questo ancor più interessante da avvicinare e approfondire.

Messe l’una accanto all’altro, le opere dei cinque artisti del gruppo, rivelano una notevole coerenza di pensiero e rendono evidentissima la straordinaria intensità e sensibilità con cui essi interpretavano il segno; un segno che è al contempo strumento di comunicazione, elemento costruttivo e motivo pittorico; un segno capace di raccontare l’uomo, di tracciare lo scorrere del tempo, di farsi storia, traccia, poesia.

Nel segno del Cenobio
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