Mostra Mummie. Viaggio verso l’immortalità - Firenze

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 25/07/2019 Aggiornato il 25/07/2019
Dal al
Firenze (FI)
Regione: Toscana
Luogo: Museo Archeologico Nazionale di Firenze, piazza Santissima Annunziata, 9b
Telefono: 055/23575
Orari di apertura: 8,30-19; lunedì, sabato, prima e terza domenica 8,30-14
Costo: 8 euro; ridotto 2 euro
Note:
Il progetto della mostra è nato nel 2000, da un’idea di Maria Cristina Guidotti, che ne è anche la curatrice scientifica, in occasione di uno studio sulle mummie della sezione “Museo Egizio” del Museo Archeologico Nazionale di Firenze eseguito dall’Università di Pisa.

Gli oltre cento oggetti esposti, appartenenti tutti alle collezioni della sezione “Museo Egizio” di Firenze, tornano oggi nella loro sede, dove il pubblico può ammirare i reperti che erano in gran parte conservati nei magazzini del museo.

Le opere in mostra, selezionate e organizzate per illustrare sotto vari aspetti il rapporto degli antichi Egizi con l’aldilà, annoverano dei pezzi di grande importanza.
Tra di essi il sarcofago di Padimut, caratterizzato da una ricchissima decorazione che contraddistingue i sarcofagi della XXI e XXII dinastia (1069 - 656 a.C.), mai esposto e mai studiato prima della mostra, la statua del sacerdote Henat, uno dei pochi esempi di statua di un dignitario che indossa una veste persiana, testimonianza del periodo in cui l’Egitto fu assoggettato al potente impero persiano (525 - 404 a.C.), e ancora la testa mummificata recentemente sottoposta a indagini radiografiche e TAC che hanno consentito la ricostruzione del volto del defunto /656 – 332 a.C.), e la cassetta per ushabti (piccole statue del corredo funebre) di Nekhtamontu (1550 – 1070 a.C.)

L’esposizione illustra il concetto egizio della vita dell’anima nell’aldilà e il significato di tutti quegli oggetti che nell’antico Egitto venivano abitualmente deposti nelle tombe insieme al defunto. Per gli antichi egiziani, infatti, la morte non determinava la fine della vita, ma costituiva un momento di passaggio a un’altra forma di esistenza, che continuava nell’aldilà.

L’anima però per continuare a vivere aveva bisogno di tutta una serie di accorgimenti e di oggetti che dovevano magicamente consentirle la sopravvivenza oltre la morte e, soprattutto, doveva reincarnarsi nel proprio corpo che, per questo motivo, era conservato al meglio tramite pratiche di imbalsamazione del cadavere che diventava così una mummia.

L’esposizione è organizzata in due parti: la prima dedicata al concetto di sopravvivenza dell’anima e alla “mummificazione” del corpo del defunto, la seconda parte dedicata agli oggetti che accompagnavano il morto nella tomba.

La mostra è organizzata dal Polo museale della Toscana e dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. L'allestimento della mostra è stato curato da Contemporanea Progetti s.r.l., grazie all’apporto di Expona-museum exibition network.
Mummie. Viaggio verso l’immortalità
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