Mostra Monte Verità. Back to nature - Firenze

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 19/11/2021 Aggiornato il 19/11/2021
Dal al
Firenze (FI)
ATTENZIONE
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Regione: Toscana
Luogo: Museo Novecento Firenze, piazza di Santa Maria Novella 10
Telefono: 055(2768224
Orari di apertura: 11-20. Giovedì chiuso
Costo: 9,50 euro; ridotto 4,50 euro
Dove acquistare: www.bigliettimusei.comune.fi.it
Sito web: www.museonovecento.it
Organizzatore: MUS.E
Note:
La mostra è dedicata alla celebre collina dell'utopia, ai suoi fondatori e agli ospiti illustri che videro nei suoi spazi sospesi nel tempo un buen retiro lontano dal dramma delle guerre e anche dallo scontro ideologico fra capitalismo e comunismo che stava attraversando l'Europa.

Culla di un'esistenza impostata su ritmi primigeni, divenne laboratorio di una nuova cultura, una contro-cultura nata in risposta al conformismo borghese e al pensiero dominante, che attrasse pensatori e anarchici, filosofi, teosofi, letterati, artisti e architetti da ogni paese. Tutti insieme, accolti in una terra baciata dal sole, aderirono al modello di vita comunitaria promosso dal movimento tedesco della “Lebensreform,” (riforma della vita).

Il progetto ripercorre l'esperienza centenaria di Monte Verità che intreccia destini di intellettuali e maestri del Novecento. Dall'anarchico Bakunin al coreografo ungherese Rudolf von Laban, dal teorico anarco-comunista Pëtr Kropotkin al dadaista Hugo Ball, dalla danzatrice Isadora Duncan al grande scrittore Hermann Hesse; e, ancora, dall'architetto del Bauhaus Walter Gropius agli artisti Hans Arp e Paul Klee, da Carl Gustav Jung fino al curatore Harald Szeemann.

Germinata dalle costole del romanticismo e dell'anarchismo ottocenteschi, la vocazione dei coloni rappresenta la prima, vera e larvale reazione storica alle conquiste dannose della modernità: industrializzazione e inurbamento, individualismo e sfruttamento, divari sociali, repressione e militarismo.
Sullo sfondo di un caotico sviluppo metropolitano, la perdita improvvisa del rapporto diretto con la natura, aveva prodotto quella lunga letteratura della fuga, resa tragica e epica dalle pagine di Joseph Conrad e di Jack London, dalla Vita nei boschi di Henry David Thoreau e dai dipinti dei Nabis.

Il percorso in tre tappe, diviso fra le origini filosofiche del Monte, lo sviluppo della sua architettura e l'arte della danza, affonda nella memoria di questo paradiso remoto, rievocato da oggetti, testimonianze, plastici, fotografie e opere d'arte.
Nel corso dell’esposizione sono in programma proiezioni di film, conferenze e presentazioni di libri.

Il progetto è curato dal direttore del Museo Novecento Sergio Risaliti, con Nicoletta Mongini e Chiara Gatti.
Monte Verità. Back to nature
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