Mostra Mogano Ebano Oro! Interni d’arte a Genova nell’Ottocento, da Peters al Liberty - Genova

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 28/02/2020 Aggiornato il 10/07/2020
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Genova (GE)
Regione: Liguria
Luogo: Museo di Palazzo Reale - Teatro del Falcone, via Balbi 10
Telefono: 010/2710236; 349/8433808
Orari di apertura: 10-19 da giovedì a domenica
Costo: 6 euro; ridotto 5 euro
Dove acquistare: https://wticket1.wingsoft.it/biglietteria/listaEventiPub.do?lang=it&codice=REALE-MGE
Sito web: www.palazzorealegenova.beniculturali.it
Organizzatore: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona e il Comune di Genova
Note:
La grande mostra è dedicata alla produzione di arredi e arti decorative a Genova nell’Ottocento, a partire dai mobili progettati e realizzati dal raffinato mobiliere inglese Thomas Henry Peters (1792-1852), presente in città per trentacinque anni.

La sua attività rivoluzionò il settore dell'ebanisteria sull’intero territorio ligure, realizzando il passaggio da una elegante pratica artigianale a un livello di produzione industriale e seriale di stampo moderno capace di rispondere tanto alle esigenze della committenza più colta e sofisticata, quanto ai più misurati desideri della borghesia delle imprese e dei commerci.

Il percorso diviso per sezioni propone diverse tipologie di oggetti di arredo – mobili, dipinti, disegni e bozzetti, porcellane, maioliche, sculture, gessi e fotografie – riportando così alla memoria le scelte culturali tipiche della nuova alta borghesia delle imprese e dei commerci, attiva a Genova a inizio XIX secolo.

I pezzi in esposizione sono più di 200 e permettono di raccontare più storie, la prima, che introduce ai contenuti e allo spirito dell’esposizione, è proprio quella legata al ruolo giocato da Peters e per questo il piano superiore del Teatro del Falcone è dedicato alla varietà di tipologie e linguaggi da lui sperimentati nel corso della sua straordinaria parabola professionale.

Il segreto del suo successo va ricercato da un lato in una formula stilistica congeniale al gusto espresso dalla società ligure del tempo e dall’altro nella capacità di far fronte alle crescenti richieste di una clientela sempre più ampia, attraverso la realizzazione e il lancio sul mercato di un ampio ventaglio di tipologie di oggetti di arredo.

Una sezione con pezzi straordinari per qualità e per varietà permette di rivivere l’atmosfera della Genova risorgimentale, con arredi intarsiati, sculture e dipinti che illustrano episodi e personaggi celebri di quella gloriosa epopea (Garibaldi, Mazzini, ma anche Bianca Rebizzo e Carolina Celesia); o ancora l’ebanisteria dedicata agli edifici di culto viene affrontata richiamando in mostra il magnifico coro della Cattedrale di San Lorenzo, progettato da Santo Varni ed eseguito sotto la sua direzione da una equipe di maestranze di talento.

Il rapporto con le istituzioni cittadine dopo l'unità nazionale è ricostruito attraverso alcuni esempi dell'arredo originario di Palazzo Tursi, rinnovata sede del Municipio, ora non più in opera e rintracciati in occasione della mostra e dell’Ospedale Sant'Andrea Apostolo, fondato da Maria Brignole Sale duchessa di Galliera, e del Teatro Carlo Felice.

Accanto alla dimensione pubblica esiste una committenza privata di primissimo piano, che fece sontuoso il decoro delle case genovesi del secondo Ottocento: alcuni arredi illustrano l'evoluzione di gusto, dal biedermeier all'eclettismo più spinto.

Pur focalizzandosi su Genova, la mostra non può fare a meno di rivisitare due fenomeni inerenti le riviere di Levante e di Ponente da considerare tra i più rilevanti per quanto concerne la storia del mobile in Italia, dedicando due distinte sezioni.

Si tratta della produzione di sedie leggere di Chiavari a cominciare da quelle di Giuseppe Gaetano Descalzi detto il Campanino, ricercate anche nelle corti di tutta Europa, e di quella di tarsie istoriate eseguite da alcuni straordinari artefici a Savona (i fratelli Garassino, Ignazio Scotto, Giuseppe Bertolotto) destinate a arredi sacri ma anche a tavoli e stipi da esibire con ostentazione nei nuovi salotti borghesi.

La mostra, curata da Luca Leoncini, Caterina Olcese Spingardi e Sergio Rebora, è organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona e il Comune di Genova.





Mogano Ebano Oro! Interni d’arte a Genova nell’Ottocento, da Peters al Liberty
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