Mostra Merletti e Design. Intrecci creativi a Cantù dal Novecento a oggi - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 08/04/2019 Aggiornato il 08/04/2019
Dal al
Milano (MI)
Regione: Lombardia
Luogo: Palazzo Morando - Costume Moda Immagine, via Sant'Andrea 6
Telefono: 02/88465735; 348/2215068
Orari di apertura: 9-13; 14-17,30. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Note:
La mostra è dedicata a una specializzazione artigianale molto antica definita in Italia con tre termini equivalenti: “merletto”, “pizzo” e “trina” indicano infatti un intreccio di fili realizzato a mano con attrezzi molto semplici; tra cui i fuselli e l’ago, in uso dalla fine del Quattrocento.
Il pregio dei merletti è determinato da due fattori strettamente collegati: la novità del progetto, che solo la creatività dei migliori designer può assicurare, e la perfezione tecnica, che richiede una consolidata esperienza esecutiva.

Obiettivo dell’esposizione è mostrare come a Cantù questa sinergia tra design e sapienza artigianale abbia saputo realizzarsi. Attraverso una selezione di esemplari prestigiosi, accompagnati dai relativi progetti, è possibile seguire non solo la storia produttiva di questo centro manifatturiero la cui attività è proseguita dal Seicento ad oggi, ma anche riflettere sulle sorti di una specializzazione italiana d’eccellenza che, dalla seconda metà del Novecento, ha conosciuto alterne fortune nella moda come nell’arredo.

Allo scopo di trovare nuovi spazi di applicazione per questa tecnica rinnovandone i decori e l’uso, pur conservando l’elevata qualità esecutiva, il Comitato per la Promozione del Merletto organizza a Cantù, dal 1993, la Biennale Internazionale del Merletto. Si vuole così tenere viva la memoria storica di quest’arte, per tramandarla al futuro e stimolare la ricerca progettuale.

L’iniziativa “Merletti e Design” promossa dal Comitato della Biennale del 2011 vede la partecipazione di famosi artisti, architetti e designer che in collaborazione con le merlettaie di varie scuole e associazioni del Canturino realizzano i “multipli d’autore” esposti in mostra: Alessandro Mendini, Andrea Branzi, Luca Scacchetti, Ugo La Pietra, Patricia Urquiola, Anna Gili, Angela Missoni, Thessy Schoenholzer Nichols.

L'incontro tra le diverse competenze ha dato vita a progetti innovativi che valorizzano una sapienza artigianale, inserendola nelle ricerche del design contemporaneo. A tale proposito, tutti i pomeriggi del fine settimana saranno presenti in mostra alcune merlettaie, che illustreranno ai visitatori le complesse modalità di lavorazione del merletto.

Il percorso espositivo a dal Seicento, quando Cantù produceva merletti a fuselli i cui disegni erano allineati al gusto barocco; questi ultimi erano venduti nel territorio lombardo e esportati da Milano, famoso centro italiano per le manifatture di lusso legate al tessile. Tra Settecento e Ottocento la fortuna delle manifatture italiane, tra cui Cantù, subì la concorrenza delle produzioni belghe e francesi, più competitive e stilisticamente aggiornate, nonché della sempre più diffusa lavorazione a macchina.
Solo dal tardo Ottocento la produzione italiana riprese, ma con una caratteristica diversa rispetto al passato: non più la ricerca dell’omogeneità ma quella di uno stile riconoscibile per ogni centro.

Negli anni Trenta del Novecento, la produzione artigianale italiana trovò nella figura dell’architettoprogettista l’impulso alla modernizzazione. In sintonia con lo stile razionalista internazionale, a Milano Giò Ponti proponeva sulla rivista “Domus” innovativi motivi semplificati e geometrici per le arti decorative.
Anche a Cantù architetti e designer quali Giorgio Wenter Marini, Fausto Melotti, Tomaso Buzzi e Giovanni Gariboldi contribuirono alla realizzazione di “merletti d’arte”, destinati alle Triennali di Milano, di cui sono proposti in mostra vari progetti e manufatti.

Nei primi anni Cinquanta, durante la ripresa produttiva che vide la nascita della moda italiana, si colloca il tentativo di Gegia e di Marisa Bronzini di applicare la progettazione d’artista non solo alla tessitura a mano, ma anche alla realizzazione di capi unici di abbigliamento femminile, come dimostrano i due esemplari esposti.
Negli anni Novanta poi si sono sviluppate sporadiche collaborazioni progettuali, quale quella di Emilio Tadini con la Cooperativa Produzione Merletti (1993). La lavorazione del merletto a mano è proseguita sino ai giorni nostri, grazie alla passione di tante merlettaie che, autonomamente o riunite in associazioni e scuole, continuano a produrre manufatti di elevata qualità tecnica.
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