Mostra Mercanteinfiera Autunno 2021 - Parma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 03/10/2021 Aggiornato il 03/10/2021
Dal al
Parma (PR)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Fiere di Parma, viale delle esposizioni 393/a
Telefono: 0521/9961
Orari di apertura: 10-19
Costo: 10 euro
Dove acquistare: www.mercanteinfiera.it
Sito web: www.mercanteinfiera.it
Organizzatore: Fiere di Parma
Note:
Mercanteinfiera, l’appuntamento di antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo vintage con moda, accessori e gioielli, celebra la sua 40ma edizione.

Da uno spremi grappoli in pietra per la liturgia del ‘500 a un trumeau veneziano di Palazzo Gatti Casazza del 1740, da un velocipede di fine ‘800 o un antico proiettore di inizio secolo. E ancora, una pochette da sera di Mario Bucellati degli anni Venti, una fotografia scattata da Henri-Cartier Bresson o un paio di Marie Jane di Dolce e Gabbana tempestata di Swarovski. E poi tutto il design, quello che passa da Gio Ponti a Fornasetti, da Sottssas ad Albini.

Tra 1000 espositori distribuiti in cinque padiglioni di Fiere di Parma Mercanteinfiera si presenta come una Wunderkammer, una enorme camera delle meraviglie, nella quale immergersi alla ricerca di pezzi unici e rarità.
In programma due mostre collaterali:

“La spina dorsale di un uomo. Storia della cravatta”
Quanti sono i nodi possibili, quale l’ultimo inventato e quando si può dire che sia nata la cravatta moderna? Alcuni sostengono sia una simbologia utilizzata già dagli uomini delle caverne, i croati se ne attribuiscono l’invenzione durante la Guerra dei Trent’anni ed è certo che il Re Sole ne fu un appassionato collezionista.

Sono davvero tante le curiosità da scoprire nella mostra realizzata in collaborazione con Museo della Seta, Fondazione Setificio, Associazione ex Allievi Setificio, Confartigianato Como, Associazione Italiana Disegnatori Tessili e Confindustria Como.

Tra le prime curiosità ci sono i nodi base, che sono tre: Orientale, mezzo Windsor e Windsor, ma se ne contano ben 85 varianti. L’ultimo inventato è il nodo Pratt (o Shelby), un mezzo Windsor rovesciato, mentre la cravatta moderna nasce nel 1850 in Inghilterra (ma era diversa da quella di oggi).
La collaterale, con le sue 40 cravatte in esposizione, presenta disegni, bozzetti, messe in carta jacquard, fustelle e naturalmente cravatte di fogge e dimensioni diverse per ogni occasione e celebrazione.

“Back to the games”
Il videogame più raro presente in mostra è il Virtual Boy, un flop a fine millennio per la Nintendo: era la console portatile “meno portatile” di sempre.
Ma nella mostra, realizzata in collaborazione con Archivio Videoludico della Fondazione Cineteca di Bologna e l'Associazione Bologna Nerd, oltre ad alcuni pezzi in esposizione ce ne saranno davvero molti da provare.
Si potrà utilizzare l’Atari 2600, e i grandi classici Asteroids e Space Invaders degli anni ’70, o il Commodore 64 con Super Mario Bros – leader indiscusso degli ’80 – e la Playstation dei ’90, fino all’Xbox del 2000.

L’esposizione, articolata in un percorso a quattro stazioni (corrispondenti ai citati decenni), non è solo un racconto della tecnologia, ma anche della società con i cambiamenti che console e computer portarono nel modo di intrattenerci ma (anche) negli spazi delle nostre case.
Mercanteinfiera Autunno 2021
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