Mostra Mattia Pajè. Fuori Terra - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 29/03/2022 Aggiornato il 29/03/2022
Dal al
Bologna (BO)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Emilia Romagna
Luogo: Alchemilla | Palazzo Vizzani, via Santo Stefano 43
Telefono: 333/2915615
Orari di apertura: 16-20 sabato e domenica. Su appuntamento da lunedì a venerdì
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.alchemilla43.it
Organizzatore: Istituzione Bologna Musei | MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna e Alchemilla, in collaborazione con Associazione BOCA e Gelateria Sogni di Ghiaccio
Note:
Palazzo Vizzani, sede dell'associazione Alchemilla a Bologna, ospita la mostra personale di Mattia Pajè.
Fuori Terra è un gruppo scultoreo composto da figure umanoidi immerse in un ambiente installativo. Le sculture, modellate in resina bicomponente, sono organizzate in modo da formare diversi elementi aneddotici, leggibili come una cosmogonia creata dall’artista a partire da due alfabeti visivi: l'estetica new age e quella della televisione commerciale.

Lo spazio nel quale sono installate è punteggiato da objet-trouvé, selezionati e dislocati dall’artista a seguito delle sue sperimentazioni su prodotti coinvolti nelle pratiche spirituali e pseudoscientifiche (con fini curativi, di crescita personale e di sviluppo di abilità paranormali), e di una serie di visite agli archivi televisivi che conservano allestimenti e scenografie.

L’ambiente in cui gli oggetti sono inseriti è raccordato tramite l’utilizzo di argilla cruda che, applicata come isola di sostegno, permette ai nuclei scultorei di emergere da uno stesso indistinto strato grigio.

L’esposizione si sviluppa a partire dall’interesse dell’artista verso il concetto di verità. Il progetto volge uno sguardo particolare all’emersione di nuovi regimi di verità, rintracciabili a partire dai contenuti che popolano i social network, legati alla ripresa di tematiche “magiche” e teorie del complotto.
Lo sgretolamento del fronte mainstream di informazione, che un tempo era animato principalmente da giornali e televisione, ha infatti lasciato posto sulle piattaforme online ad una molteplicità di teorie e forme di sapere esoteriche, spesso in antitesi rispetto al pensiero scientifico.

Questo tipo di attenzione si incrocia con la pratica del disegno, che l’artista ha portato avanti durante i mesi di isolamento. La congiunzione che ne deriva, prende forma con l'opera installativa Fuori Terra, all’interno della quale l’artista presenta episodi mitici, riproducendo la pratica museale del diorama.

Questa scelta espositiva è determinata dalla volontà di creare tensione tra l’aspetto educativo-scientifico e quello maggiormente legato all’intrattenimento. Il diorama, infatti, riproduce simbolicamente porzioni del mondo naturale sintetizzandone gli elementi e, pur ricalcando una prassi classificatoria e scientifica, presenta aspetti fortemente ludici e scenografici.

Giovedì 12 maggio alle ore 10,30, Mattia Pajè dialogherà della mostra con Giovanni Rendina e Guido Molinari, in uno dei quattro incontri del ciclo ARTALK CITY, organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Bologna nell’ambito di ART CITY Bologna per conoscere da vicino alcuni protagonisti del Main Program.


Mattia Pajè. Fuori Terra
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