Mostra MATTEO MEZZADRI. RETHINK THE CITY - Ferno

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 28/11/2022 Aggiornato il 28/11/2022
Dal al
Ferno (VA)
Regione: Lombardia
Luogo: Aeroporto di Milano Malpensa – Terminal 1, Porta di Milano
Telefono: 02/232323
Orari di apertura: 24 ore su 24
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: Instagram.com/0rizzonte_degli_eventi
Organizzatore: SEA, Aeroporti di Milano e Comune di Milano
Note:
Imponente, silenziosa e maestosa presso la “Soglia Magica” al Terminal 1 dell’Aeroporto di Milano Malpensa, l’installazione site-specific, realizzata dall’artista parmense Matteo Mezzadri (Parma, 1973), ha ricreato una città in uno spazio-tempo sospeso capace di incuriosire, attrarre e stimolare riflessioni nelle migliaia di passeggeri transitati dalla Porta di Milano.

Il progetto stimola una riflessione importante sul ruolo dell’arte nella valorizzazione e nel dialogo con lo spazio pubblico, il primo spunto offerto al viaggiatore per riflettere sull’ecosistema urbano e sul nostro rapporto con esso, attraverso lo skyline di una città immaginaria costituita da 6.000 laterizi forati realizzata da Matteo Mezzadri in concomitanza con un’analoga opera presentata alla Biennale di Venezia 2022, così da creare rimandi spaziali e temporali in due città chiave del nostro Paese per l’arte e il turismo.

Nel porsi domande sulle tante strade possibili per ripensare la città del futuro, Mezzadri dà forma alla sua visione con lo sguardo allenato di chi indaga da tempo i legami e la socialità, i conflitti tra l’individuale e il comunitario all’insegna di quella continua ricerca di convivenza fra opposti che lo spinge ad approfondire la poetica dei luoghi in relazione alle dinamiche umane.

In tutte le epoche l’uomo ha cercato di qualificare lo spazio abitato e dell’abitare con definizioni capaci di racchiuderne la molteplicità degli aspetti, il più delle volte nel tentativo di trovare risposte e soluzioni.
Attraverso linguaggi diversi e complementari, che vanno dall’installazione scultorea alla videoinstallazione, alla serie fotografica, Mezzadri si concentra più sul “cosa” che sul “come” sarà la città del futuro, e lo fa approfondendo il tema delle relazioni umane in questi tempi complessi e così carichi di tensioni.

Antiche e moderne insieme, le sue città sono proiettate nel futuro e, al contempo, sospese nel tempo. Egli stesso le definisce “Città minime”, perché somma di tutti gli elementi possibili sintetizzati nell’essenzialità strutturale del mattone che diviene matrice, unità di misura modulare e infinitamente riproducibile su scale crescenti, come un frattale in cui l’insieme è formalmente uguale alla minima parte di cui è composto.

Grazie a questa scelta si intesse così un muto dialogo tra l’installazione artistica e lo spazio che la accoglie, così come tra l’assenza umana all’interno di questa città “messa in scena” e tutta l’umanità che passandoci accanto nello spazio aeroportuale può interagire con essa, tra domande e risposte potenzialmente infinite.

Con questa installazione l’artista delinea il profilo di un futuro possibile utilizzando il vuoto come potenzialità costruttiva per appianare le disuguaglianze sociali, facendo leva su quell’aspirazione all’elevazione e al miglioramento insita nell’essere umano, che sta alla base della sua evoluzione e dà un senso al suo stare al mondo. Ne nasce una città che, come un aeroporto, diventa un luogo dove si incontrano tutti i mondi possibili.

Dida: Matteo Mezzadri. Rethink the city, courtesy l'artista
MATTEO MEZZADRI. RETHINK THE CITY
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