Mostra MAST Photography Grant on Industry and Work - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 22/10/2020 Aggiornato il 22/10/2020
Dal al
Bologna (BO)
ATTENZIONE
A causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, le mostre sono sospese su tutto il territorio nazionale dal 5 novembre al 3 dicembre 2020, come stabilito dal Dpcm del 3 novembre 2020.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Fondazione MAST, via Speranza 42
Telefono: 051/6474345
Orari di apertura: 10-19. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero su prenotazione
Dove acquistare: 0 - ingresso libero su prenotazione
Sito web: www.mast.org; www.mastphotogrant.com
Organizzatore: Fondazione MAST
Note:
L'esposizione dei lavori della sesta edizione del concorso fotografico della Fondazione MAST su industria e lavoro, dedicato ai talenti emergenti, presenta le opere dei cinque finalisti della sesta edizione:
Chloe Dewe Mathews, Alinka Echeverría, Maxime Guyon, Aapo Huhta e Pablo López Luz.

Questi giovani fotografi sono stati selezionati tra quarantasette candidati provenienti da tutto il mondo e hanno sviluppato un progetto originale e inedito per la Fondazione.

I cinque i progetti affrontano temi di grande attualità:
i danni ambientali causati dall'agricoltura intensiva, il ruolo della donna tra presente e passato nel campo dell’industria cinematografica e dell’informatica, il fascino della tecnologia e del design del prodotto industriale, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sui modi di vita tradizionali e l’omologazione indotta dall’industria globale della moda.

I progetti selezionati per questa sesta edizione sono diversi tra loro, ma legati dall’attualità dei temi affrontati e dalla molteplicità dei mezzi di rappresentazione scelti.

Il vincitore è Alinka Echeverría (Città del Messico, 1981) con il progetto intitolato Apparent Femininity, che intende approfondire alcune immagini di femminilità guardando al ruolo svolto dalle donne agli albori dell’industria del cinema e della
programmazione informatica.

Chloe Dewe Mathews mostra i danni ambientali delle coltivazioni intensive nei polytunnel, le strutture in plastica che ricoprono quattrocento chilometri quadrati di superficie terrestre per
consentire di produrre ortaggi tutto l’anno.

Maxime Guyon usa il mezzo fotografico al massimo delle sue potenzialità per restituirci gli aspetti tecnologici e le alte prestazioni degli aerei.

Aapo Huhta esplora il mondo dell’Intelligenza Artificiale e mostra come “la macchina“ legga in modo eticamente sospetto le immagini, sollevando dubbi sulle modalità di implementazione dei software.

Pablo López Luz fotografa le vetrine dei negozi di
abbigliamento in America Latina, che resistono all’omologazione imposta dall’industria globale della moda e porta la
riflessione sul paesaggio urbano quale luogo privilegiato per cogliere le trasformazioni sociali e culturali.

La mostra è curata da Urs Stahel.






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