Mostra Maria Cristina Carlini. Geologie, memoria della terra - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 28/06/2020 Aggiornato il 28/06/2020
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: Studio Museo Francesco Messina, via San Sisto 4/A
Telefono: 02/86453005; mail: c.museomessina@comune.milano.it
Orari di apertura: 11-18 da giovedì a domenica
Costo: Ingresso libero con prenotazione (consigliata)
Dove acquistare: 0 - ingresso libero con prenotazione (consigliata) – museicivicimilano.vivaticket.it
Sito web: www.mariacristinacarlini.com
Organizzatore: Comune di Milano, Assessorato alla Cultura - Studio Museo Francesco Messina
Note:
Le opere monumentali di Maria Cristina Carlini abitano gli spazi appartenuti un tempo a Francesco Messina (1900 - 1995) che ancora custodiscono le sue cere, i bronzi, le crete, nel silenzio della ex chiesa di San Sisto.
Qui, fra i ritratti di donna e gli atleti del grande scultore del Novecento, crescono i boschi e si moltiplicano le impronte, i crateri
e le pagine della Carlini.

Nella navata dai soffitti a doppia altezza della chiesa, sono poste le sculture di grandi dimensioni. Legni è una foresta orizzontale, che si profila nel fuoco prospettico dell'abside, visionario luogo degli accadimenti dove le teste di Messina affiorano fra i tronchi con un effetto teatrale lirico e onirico.

Il tema della germinazione di un modulo all'infinito nutre colonne della conoscenza che si arrampicano nelle cappelle laterali.
Lamiera e piombo distillano energia e potenza semantica nelle pagine dipanate nell'aria come una stele o un antro rupestre. Fantasmi del lago è un totem ottenuto con lamiera modellata a sezioni prismatiche verticali, rese opache dal trattamento della superficie come se fossero evanescenti.

Mentre nella cripta una sequenza di Impronte recano incise nella materia alfabeti e vestigia di una presenza passata e si distendono al suolo.

In esterno, in dialogo col prospetto barocco della facciata, spicca il sontuoso Samurai, simbolo della mostra, armatura di legno e acciaio corten per un volume lineare e sintetico.

La mostra, a cura di Chiara Gatti, da un progetto di Raffaella Resch,
è inserita nel palinsesto I Talenti delle Donne che dedica l’anno 2020 al mondo delle donne, al contributo da loro offerto in tutte le aree della vita collettiva compresa quella culturale e fa parte di Aria di cultura la rassegna di iniziative culturali che accompagna l’estate milanese.






Maria Cristina Carlini. Geologie, memoria della terra
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