Mostra Marginal Carillon. Un’opera di Eugenio Tibaldi e Taketo Gohara - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 15/03/2022 Aggiornato il 15/03/2022
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: BASE Milano, via Bergognone 34
Telefono: 02/54031450
Orari di apertura: 10-22
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.collezioneramo.it; www.base.milano.it
Organizzatore: Collezione Ramo
Note:
La Collezione Ramo presenta un’installazione sonora a partire da una grande opera su carta dell’artista Eugenio Tibaldi (Alba, 1977) in collaborazione con il sound designer Taketo Gohara (Milano, 1975), che inaugura la Milano Art Week.

Nella Ground Hall di BASE, Eugenio Tibaldi presenta un lungo disegno che ruota su una struttura sottostante. Un ramo disegnato di tre metri su cui sono disposti vecchi marchingegni sonori come un grammofono e un giradischi, tra resti di vino e uccelli in disaccordo disturbati dai venti di guerra, diventa un dispositivo marginale che riecheggia micro salvezze a portata di mano per momenti di sospensione e di resilienza.

Taketo Gohara ha creato i contrappunti sonori a queste ancore di salvataggio. Ha ideato molti suoni che, sulla base del battito cardiaco, si avvicendano dando vita alla colonna sonora del segno in movimento. Il disegno si attiverà, come un carillon, grazie alla presenza dello spettatore.
Chi si avvicina all’opera innesca una videocamera che rileva la quantità di inchiostro presente sulla carta trasformandosi in nota. Così sul cuore si innestano un clavicembalo, un pianoforte, delle percussioni, dei campanellini, un vibrafono per omaggiare lo stupore di suoni nuovi, il piacere dello stato di sospensione, in cui ogni melodia può coesistere o vivere autonoma.

Marginale è ciò che sta in posizione defilata come una nota a piè di pagina. Marginale è ciò che non ha immediata visibilità, ma da qualche parte esiste. Per l’artista Eugenio Tibaldi lo spazio marginale coincide con il tempo che dedichiamo alle attività in solitudine assumendo modalità diverse di comportamento.

La marginalità in questo senso è una forma di difesa e una ricerca di libertà, uno spogliarsi da vesti e modi che ci distinguono davanti agli altri. Marginalità coincide con lo stare con noi stessi nell’intimità sviluppando delle modalità diverse da quelle sociali. Ognuno di noi muta nello spazio e di conseguenza anche il tempo così vissuto cambia.

Il carillon è un simbolo spazio-temporale di marginalità, da bambini lo apriamo o lo carichiamo nei momenti di stasi per essere portati altrove, per vivere un momento assorti e rapiti dalla musica e dal movimento di una ballerina in uno scrigno o di altri esseri fatati. Da adulti si aggiunge la nostalgia, ma il carillon resta un meccanismo di piccola fuga.

La mostra Marginal Carillon si inserisce all’interno della programmazione di BASE per Art Week che prevede la mostra SIGNS 2, inaugurata durante Milano Graphic Days, nello spazio adiacente Room 1400.
Inoltre, il 31 marzo si terrà in Ground Hall il talk Performing Arts in Public Space con Emke Idema (artista), Kees Lesuis (Direttore Oerol Festival), Sara Leghissa (artista, attivista), Leonardo Delogu (artista), Elisabetta Consonni (artista associata BASE), Valentina Kastlunger (Direttrice ZONA K).

L'esposizione è a cura di Irina Zucca Alessandrelli.


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