Mostra Marco Gastini, Giorgio Griffa, Nunzio Pieno, vuoto. Divergenze consonanti - Reggio Emilia

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 21/10/2020 Aggiornato il 21/10/2020
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Reggio Emilia (RE)
ATTENZIONE
A causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, le mostre sono sospese su tutto il territorio nazionale dal 5 novembre al 3 dicembre 2020, come stabilito dal Dpcm del 3 novembre 2020.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Galleria d'Arte 2000 & NOVECENTO, via Sessi 1/F
Telefono: 0522/580143
Orari di apertura: 10-12,30; 16-19,30. Giovedì e domenica solo su appuntamento
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.duemilanovecento.it
Organizzatore: Galleria d'Arte 2000 & NOVECENTO
Note:
La mostra presente le opere di Marco Gastini, Giorgio Griffa e Nunzio, tre artisti che offrono un importante contributo alla contemporaneità espressiva e artistica, testimonianze di segni diversi, che ripercorrono la ricerca e la storia della produzione artistica italiana.

Nella sua ricerca plastica Nunzio (Cagnano Amiterno, L'Aquila, 1954) cerca di eliminare tutto ciò che vi è di superfluo, ciò che non serve. Una forma, uno spazio, un pensiero, diventa qualcosa di esemplare e questo spesso lo fa togliendo e mai aggiungendo.

Così facendo ha ridefinito il concetto stesso di apparenza, attraverso splendidi lavori architettonici che uniscono sostanza, corpo e vuoto in uno straordinario equilibrio ritmato.
Un'azione combattiva tra peso e leggerezza, una forte tensione tra i due poli, così che la materia stessa risulta come contrastata al suo interno.

Giorgio Griffa (Torino, 1936) al pieno, all'incombente, all'ingombro fisicamente concreto dei materiali oppone la fragile inconsistenza delle sue tele non trattate; lasciate fluttuare sulla parete, libere dalla schiavitù della cornice e del telaio, mentre il colore, scartate le tinte pure e le squillanti accensioni timbriche, è smorzato su una gamma di mezzi toni e ricondotto al tracciato elementare della linea.

Marco Gastini (Torino, 1938-2018) è presente con tre opere databili a metà degli anni 2000, periodo in cui l'artista torna a focalizzarsi sullo spazio della singola grande tela, lavorando sulle contrapposizioni tra pieno e vuoto, tra estremamente leggero ed estremamente pesante.

Si apre così un nuovo mondo plastico pittorico, una diversa dimensione spazio-temporale, dove ogni elemento (pieno-vuoto, luce-ombra, materia-colore) risulta come sospeso nella solitudine del proprio apparire puro e semplice, all'interno di una libera, complessa, e anche contraddittoria, fenomenologia visiva che scatta come fatto estetico unitario attraverso l'effetto catalizzatore dell'azione dell'artista, attraverso cui prende forma l'energia della pittura.
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