Mostra Manfredo Massironi. Guardarsi guardare - Padova

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 28/10/2022 Aggiornato il 28/10/2022
Dal al
Padova (PD)
Regione: Veneto
Luogo: Libreria Minerva, via del Santo 79
Telefono: 049/8789599
Orari di apertura: 9-12,30; 16-19. Domenica chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.libreriaminerva.it/
Organizzatore: Libreria Minerva
Note:
In esposizione presso la Libreria Minerva una quarantina di oggetti visivi organizzati dai curatori Nicola Galvan e Davide Saccuman in cinque sezioni dedicate a diverse “materie di lavoro” dell’artista: il vuoto, la trasparenza, le geometrie instabili, gli accadimenti immaginari, il movimento (reale e virtuale) dell’oggetto.

Si tratta di opere che spostano l’attenzione sull’attività da “solista” di Massironi (Padova 1937 – 2011), coprendo l’arco temporale precedente e successivo alla sua adesione al Gruppo N.

Dalle “Rondelle” ai “Quadrati ruotati”, dalle “Sottrazioni” alla “Doppia piegatura”. E anche l’opera del 1960 “Struttura con filo” nella quale all’interno una cornice un filo di cotone crea nel vuoto uno schema geometrico, così come le “Rotture di costanza”, strutture complesse che spiazzano le abitudini percettive, connotate dalla generazione multipla di figure geometriche che presentano un lato in comune.

La mostra si propone di raccontare la vicenda artistica di Manfredo Massironi, attivo per cinque decenni nel campo dell’arte programmata e cinetica. L’artista fu tra i fondatori del Gruppo N che, nella prima metà degli anni Sessanta, ha inserito Padova nella geografia del dibattito artistico internazionale.

Dal 1960, fino alla prima decade del nuovo millennio, Massironi si è posto l’obiettivo di superare le categorie a cui sono per tradizione ricondotte le opere d’arte, che nel suo caso scaturiscono da una combinazione di pittura, scultura, design industriale. Ma anche quello di ridefinire lo statuto dello spettatore, ritenuto un soggetto attivo chiamato a completare mentalmente l’oggetto.

Pensati per sollecitare le facoltà percettive di chi li osserva, i lavori di Massironi fanno dell’atto del guardare materia di studio e riflessione, affinché lo spettatore stesso giunga a guardarsi guardare.

La propensione per la sfera del ludico, la ponderazione sull’eredità del costruttivismo e delle prime Avanguardie, la posizione critica assunta verso il sistema dell’arte, contribuiscono a disegnare il perimetro entro il quale si sono sviluppate le sue opere, la cui rilevanza storica è motivata tanto dalla loro qualità progettuale, quanto dall’apporto fornito all’indagine sulla relazione tra l’occhio e la mente: «lavori del capo», per citare una formula coniata dall’artista, capaci di rovesciarsi in “capolavori”.


Manfredo Massironi. Guardarsi guardare
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