Mostra Magma. Giuseppe Patanè - Monreale

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 16/03/2022 Aggiornato il 16/03/2022
Dal al
Monreale (PA)
Regione: Sicilia
Luogo: Duomo di Monreale (fino all'8 aprile) e Museo Civico nel complesso del Palazzo di Guglielmo II, piazza Guglielmo II (fino al 24 aprile)
Telefono: 329/2105453
Orari di apertura: Duomo di Monreale 9-12,45; 14,30-16,30; mercoledì 9-12,45; domenica 14,30-16,30. Museo civico 9-13; 15,30-18,30 tutti i giorni
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.giuseppepatane.it
Organizzatore: Comune di Monreale e Curia Arcivescovile di Monreale
Note:
Il Duomo di Monreale e il Museo Civico nel complesso del Palazzo di Guglielmo II ospitano la personale di Giuseppe Patanè (Mascali, CT).
L’esposizione si presenta come una wunderkammer composta da oltre 30 opere, tra dipinti, sculture, ready made, appartenenti a diversi cicli della recente produzione dell’artista siciliano che richiamano tematiche sociali ed ecologiche o rivelano le radici storico-mitologiche della Sicilia e le sue tradizioni culturali, o attrazione e rispetto per la forza immane della natura, del vulcano, del mare.

Il percorso espositivo si apre nella Cattedrale di Monreale e fino all'8 aprile la Cappella di San Benedetto accoglierà Athanor, la monumentale opera (6 metri di altezza) ispirata alle tre cantiche della Divina Commedia di Dante Alighieri e realizzata in occasione delle celebrazioni per il 700° anniversario della morte del Sommo poeta.

Il lavoro segue uno sviluppo verticale, suddiviso in tre pannelli sovrapposti, e si presenta come una composizione nella quale prevale la tensione plastica delle figure. Patanè riassume il viaggio dantesco, condensandolo in un’unica realtà immaginifica, che si trasforma in un viaggio interiore, dall’oscurità alla luce.
Athanor, il cui nome evoca il forno alchemico dove si alimenta un fuoco, elemento vivificatore e purificatore che eleva tutte le cose a un livello maggiore di perfezione ed è in grado di bruciare tutte le impurità, lancia un messaggio di redenzione e di rinascita, non solo artistica e culturale, quanto morale ed etica.

La rassegna prosegue al piano terra del complesso benedettino di Guglielmo II con la serie dei Tori, che Patanè ritrae nel massimo della loro forza, potenza e bellezza, e prosegue con quella delle Viscere, dove i volti degli eroi omerici e degli dèi greci, scolpiti nella pietra lavica, conducono il visitatore all’interno di una dimensione mitologica così presente nelle quotidianità della Sicilia.

La mostra continua con le opere Verbum e Logos che, oltre a rappresentare la forza immane della natura che si scatena attraverso il vulcano, sono una celebrazione della dialettica di matrice ellenica, e della loro capacità di fondere pensieri contrastanti per giungere a una visione condivisa della realtà.

Per il catanese Patanè, l’Etna è una presenza incombente, al punto da spingerlo a cercare una simbiosi col vulcano e ottenere, attraverso il fuoco, la fusione magmatica di diversi elementi. È così che nascono le opere di Laterizio primo modulo, in cui l’artista sottopone ad alte temperature materiali come mattoni, tegole, pietre laviche per provocarne la perfetta mescolanza, che si traduce nella creazione di un agglomerato che si presenta formalmente come un’opera scultorea.

L’insieme di opere di Natura uccisa denuncia invece lo scempio compiuto dall’uomo nei confronti degli animali e della natura. Alberi rinsecchiti, sormontati da teschi corrosi da un prodotto chimico sono i drammatici totem della sconsiderata azione umana nei confronti della natura, in nome del profitto.

L'esposizione è a cura di Carlo Micheli.
Magma. Giuseppe Patanè
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