Mostra Macerie. Ciò che resta, ciò che nasce. Itinerari di Arte e Spiritualità - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 19/02/2026 Aggiornato il 05/03/2026
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Milano
Il Centro Pastorale di Milano e il Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore presentano il progetto Itinerari Arte e Spiritualità che, come ogni anno, dà vita a una mostra di arte contemporanea all’interno degli spazi accademici.

L'esposizione collettiva coinvolge le sedi dell’Ateneo di Milano, Cremona, Piacenza, Brescia e Roma, con i lavori di 14 artisti contemporanei.

Nato nel 2005, il progetto Itinerari di Arte e Spiritualità individua ogni anno tematiche capaci di generare nuove riflessioni sulla realtà contemporanea da approfondire attraverso lo sguardo dell’arte.

Dal 2017 i curatori sono gli studenti dell’Ateneo, in collaborazione con il Centro pastorale, coordinato da Padre Enzo Viscardi, e il dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte insieme alle professoresse Elena Di Raddo, Michela Valotti e Mariacristina Maccarinelli.

Quest'anno i curatori-studenti hanno scelto di confrontarsi con un tema di estrema attualità e profondità: le conseguenze della guerra.

L’ispirazione nasce dalla poesia di Giuseppe Ungaretti San Martino del Carso in cui il poeta di fronte alla devastazione del conflitto scrive: “Di queste case / non è rimasto / che qualche / brandello di muro”. Un verso che non racconta soltanto la distruzione materiale, ma anche la ferita interiore lasciata dalla guerra.

La mostra si concentra proprio su questo spazio fragile e silenzioso che segue la fine di un conflitto: non il fragore delle armi, ma ciò che accade dopo, quando il rumore si spegne e rimangono le tracce, le assenze, le cicatrici. In un tempo che non ammette soste, la mostra invita a fermarsi su ciò che solitamente viene dimenticato: non l’inizio della guerra, ma la sua eco lunga e inesorabile.

Le macerie non sono soltanto edifici crollati, ma anche rovine interiori, segni che abitano chi è stato costretto a convivere con scelte non proprie.
Attraverso l’arte, il dolore si trasforma in memoria, la violenza in pensiero e la distruzione in creazione.

È nata l’esigenza di una riflessione interiore, condivisa con gli artisti coinvolti nel progetto, il cui percorso si sviluppa fluido all’interno dell’Ateneo con opere e installazioni dislocate nei chiostri e nei corridoi, per attirare lo sguardo di studenti, visitatori o semplici passanti.

Ci sono opere fotografiche come quelle di Gabriele Micalizzi, che si accostano a vere e proprie installazioni a riflettere sul ruolo e l’uso dei materiali utilizzati in zone di guerra, come in quelle presentate da Fabrizio Dusi, Mauro Seresini o Lorenzo e Simona Perrone.

Saranno esposti i disegni di Salvatore Garzillo e quelli di Adriano Caverzasio che descrivono due guerre diverse, sia per luogo che per tempo, ma con simili conseguenze.

La Fondazione culturale Carlo Zinelli e la Famiglia Zinelli presteranno alcune opere dell'artista esponente dell’Art Brut, la cui malattia si manifestò proprio durante l’arruolamento nella guerra civile spagnola negli anni ’40 e i cui dipinti e sculture riflettono questo grande trauma.

Erk14 è un artista napoletano che utilizza colori vivaci su di uno sfondo nero per esaltare i protagonisti delle sue opere, degli object trouvé.
Valentina Achilli fa emergere la potenza e il valore della comunicazione scritta attraverso l’uso della carta filigranata fatta a mano e il tessuto.
Gianpaolo Parrilla, che nella sua pittura esplora la fragilità e la frammentazione del corpo umano nel mondo contemporaneo, in connessione con la geopolitica dei conflitti attuali, l’iconografia delle mappe di guerra e le immagini di sistemi d’arma e scontri armati.

Nella sede di Brescia sarà possibile scoprire l’opera di Luca Pancrazzi con le sue opere che mettono in evidenza come strumenti, gesti e ripetizioni possano contribuire a definire linguaggio e visione artistica.

Nella sede di Piacenza ci sarà Vanshika Agrawal, grande artista nata in India, il cui lavoro fonde poesia, performance, pittura, disegni e installazioni per formare spazi effimeri che riflettono sul continuum della vita.

L’artista Silvia Stucky è presente sia nella sede di Roma che in quella di Milano.
Attenta alle tematiche sociali, il suo lavoro artistico chiede di riflettere sulla nostra esistenza.
La sua ricerca è fatta di interventi minimi in cui l’autorialità si assottiglia esaltando una bellezza involontaria, alla luce del rispetto per l’altro in tutte le sue forme.

Nella sede di Cremona, ci sarà Marta Ferrarini: una fotografa classe 2003, per lei la fotografia diventa un mezzo per creare vicinanza e connessione.
Regione: Lombardia
Luogo: Università Cattolica del Sacro Cuore, largo Agostino Gemelli 1
Telefono: 02/72341
Orari di apertura: 8-20 da lunedì a venerdì; 8-13 sabato
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: Ingresso libero
Sito web: www.unicatt.it/
Organizzatore: Centro Pastorale di Milano e il Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore