Mostra Luisa Lambri. Autoritratto - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 15/02/2021 Aggiornato il 15/02/2021
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: PAC Padiglione d'Arte Contemporanea, via Palestro 14
Telefono: 02/88446359
Orari di apertura: 10-19,30 martedì, mercoledì, venerdì; 10-20,30 giovedì. Sabato, domenica e lunedì chiuso
Costo: 8 euro; ridotto 6,50 euro. È consigliata la prenotazione, per info 02/88446359
Dove acquistare: www.pacmilano.it; www.vivaticket.com/it
Sito web: www.pacmilano.it
Organizzatore: Silvana Editoriale S.p.A.
Note:
Il Padiglione d'Arte Contemporanea ospita la la prima ampia mostra personale di Luisa Lambri (Como, 1969) in Italia, un progetto espositivo pensato e sviluppato per il padiglione milanese.

Concentrandosi principalmente sulla fotografia, il lavoro di Luisa Lambri è caratterizzato da un impegno con un esteso spettro di soggetti che ruotano attorno alla condizione umana e al suo rapporto con lo spazio, come la politica della rappresentazione, l’architettura, la storia della fotografia astratta, il modernismo, il femminismo, l’identità e la memoria.
L’installazione delle sue fotografie e lo spazio espositivo costituiscono una parte integrante del suo lavoro.

Il titolo della mostra al Pac è un omaggio alla critica d’arte Carla Lonzi che nel 1969, pubblica "Autoritratto" una raccolta di interviste ad artisti dell'avanguardia che ne restituiva una dimensione privata.
Allo stesso modo Lambri costruisce letture personali e intime dei soggetti delle sue fotografie e stimola un dialogo tra osservatore,
opera d'arte e spazio.

Il progetto al Pac si concentra sui rapporti tra le opere di Luisa Lambri e l’architettura di Ignazio Gardella.
Le fotografie diventano una vera estensione dello spazio e, di conseguenza, l’architettura di Ignazio Gardella e l’esperienza soggettiva dei visitatori una parte integrante del lavoro.
Una vasta selezione di opere realizzate tra il 1999 e 2017 sottolinea la sua tendenza a lavorare in serie.

La mostra è a cura di Diego Sileo e Douglas Fogle.
Luisa Lambri. Autoritratto
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