Mostra London Shadow. La rivoluzione inglese da Gilbert & George a Damien Hirst - Napoli

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 30/10/2018 Aggiornato il 05/12/2018

Attraverso ventitré opere di sedici artisti di fine anni '80 e primi anni '90, la mostra curata da Luca Beatrice racconta lo spirito di un'autentica rivoluzione, riassumendo tensioni, ambiguità, vitalismo e contaminazioni della cultura inglese degli ultimi decenni, fino a oggi. 

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Napoli (NA)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Campania
Luogo: Gallerie d'Italia - Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, via Toledo 185
Telefono: 800/454229
Orari di apertura: 10-19; sabato e domenica 10-20. Lunedì chiuso
Costo: 5 euro; ridotto 3 euro
Dove acquistare: https://www.ticketone.it/biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=1470332&includeOnlybookable=false&x10=1&x11=gallerie
Sito web: www.gallerieditalia.com
Organizzatore: Gallerie d'Italia
Note:
Negli anni '90 Londra è la città di punta, grazie anche alla musica, alla letteratura e alla moda. Nell'ultimo decennio del secolo Londra si propone come la rinnovata capitale mondiale dell'arte e come l'ultima scuola europea a presentarsi unita e compatta all'attenzione internazionale. In esposizione tre opere di Damien Hirst e in particolare l'opera "Problems" concessa in prestito dallo stesso artista e proveniente dal suo studio di Londra, a cui si affiancano le spatolate materiche di Jason Martin, le strisce di colore, espressione della cosiddetta Process Painting, realizzate da Ian Davenport, i grandi fiori super pop di Marc Quinn, la manipolazione digitale di Julian Opie. Tra le diverse proposte anche le serie fotografiche di Darren Almond, l'installazione minimalista di Liam Gillick, la scritta "Things" di Martin Creed, fotografie cieche di Douglas Gordon e la fine riflessione mentale di Gillian Wearing.
London Shadow. La rivoluzione inglese da Gilbert & George a Damien Hirst
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