Mostra L’ombra delle lucciole - Arzignano

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Arzignano (Vicenza)
L’ombra delle lucciole è il secondo episodio del ciclo di tre mostre che Atipografia dedica all’esplorazione della tridimensionalità dell’essere umano e delle complessità del nostro tempo attraverso i linguaggi della contemporaneità
La nuova collettiva, a cura di Alfonso Cariolato e Luigi de Marzi, riunisce i lavori di Mats Bergquist, Marco Tirelli, Silvia Inselvini e Loes van Roozendaal, legati tra loro dal tema della luce, come presenza capace di rendere parzialmente percettibili infinite possibilità dell’essere e dell’esistere.
Siamo circondati da luci ininterrottamente accese in ogni dove al fine di vincere l’oscurità, di scongiurare la notte.
Luci puntate che isolano e mettono in scena, schermi che irradiano immagini senza interruzione, esposizioni costanti che inseguono la spettacolarità, ma anche resti di incerti splendori figurati, traslati, simbolici.
E tuttavia l’oscurità insiste.
La mostra approfondisce l'apertura anteriore a ogni distinzione tra luce e tenebra, nel tentativo di far fronte al grigiore che caratterizza il nostro presente appena rischiarato da bagliori, lampi attenuati incapaci di squarciare le tenebre.
Le lucciole sono un esempio di queste luci inappariscenti che non riescono a vincere l’oscurità, ma che convivono con l’ombra
Una lieve illuminazione dell’oscurità, brillii non avvertibili senz’ombra. Il contrario della messa in chiaro trionfante, della luce che illumina e sconfigge le tenebre.
In mostra, le lucciole diventano metafora di un’arte che cerca di catturare l’apparire delle cose: il visitatore assiste all’accadere di qualcosa, a un’esperienza, dove la luce gioca il ruolo di rivelatrice.
Dipinti, encausti, lavori su carta e legno, espressioni di un mondo, il nostro, sospeso tra giorni e notti, aurore e crepuscoli, chiarori e oscurità, che scandiscono un tempo ampio, indefinito e dilatato.
La nuova collettiva, a cura di Alfonso Cariolato e Luigi de Marzi, riunisce i lavori di Mats Bergquist, Marco Tirelli, Silvia Inselvini e Loes van Roozendaal, legati tra loro dal tema della luce, come presenza capace di rendere parzialmente percettibili infinite possibilità dell’essere e dell’esistere.
Siamo circondati da luci ininterrottamente accese in ogni dove al fine di vincere l’oscurità, di scongiurare la notte.
Luci puntate che isolano e mettono in scena, schermi che irradiano immagini senza interruzione, esposizioni costanti che inseguono la spettacolarità, ma anche resti di incerti splendori figurati, traslati, simbolici.
E tuttavia l’oscurità insiste.
La mostra approfondisce l'apertura anteriore a ogni distinzione tra luce e tenebra, nel tentativo di far fronte al grigiore che caratterizza il nostro presente appena rischiarato da bagliori, lampi attenuati incapaci di squarciare le tenebre.
Le lucciole sono un esempio di queste luci inappariscenti che non riescono a vincere l’oscurità, ma che convivono con l’ombra
Una lieve illuminazione dell’oscurità, brillii non avvertibili senz’ombra. Il contrario della messa in chiaro trionfante, della luce che illumina e sconfigge le tenebre.
In mostra, le lucciole diventano metafora di un’arte che cerca di catturare l’apparire delle cose: il visitatore assiste all’accadere di qualcosa, a un’esperienza, dove la luce gioca il ruolo di rivelatrice.
Dipinti, encausti, lavori su carta e legno, espressioni di un mondo, il nostro, sospeso tra giorni e notti, aurore e crepuscoli, chiarori e oscurità, che scandiscono un tempo ampio, indefinito e dilatato.
Regione: Veneto
Luogo: ATIPOGRAFIA, piazza Campo Marzio 26
Telefono: 0444/1807041
Orari di apertura: 9,30-13; 15-19,30 da martedì a sabato. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: Ingresso libero
Sito web: www.atipografia.it/home
Organizzatore: Atipografia
























