Mostra Le stanze del Cardinale. Neri Maria Corsini protagonista della Roma del Settecento - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/12/2022 Aggiornato il 17/12/2022
Dal al
Roma (RM)
Regione: Lazio
Luogo: Gallerie Nazionali di Arte Antica – Galleria Corsini, via della Lungara 10
Telefono: 06/32810; 06/68802323
Orari di apertura: 10-19. Lunedì chiuso
Costo: 8 euro; ridotto 2 euro
Dove acquistare: https://www.ticketone.it/artist/galleria-corsini/
Sito web: www.barberinicorsini.org/
Organizzatore: Gallerie Nazionali di Arte Antica
Note:
Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano nella sede di Galleria Corsini la mostra dedicata a una delle figure principali della vita culturale romana settecentesca, a poco più di 250 anni dalla sua morte.

Proveniente da un'antica famiglia fiorentina, Neri Maria Corsini (Firenze, 1685 – Roma, 1770), dopo aver frequentato le corti europee di Francia, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Germania, si trasferì a Roma nel 1726, presso lo zio cardinale Lorenzo Corsini, che nel 1730 venne eletto papa con il nome di Clemente XII (1730-1740).

Nello stesso anno, presa a sua volta la porpora cardinalizia, Neri Maria divenne progressivamente la figura chiave dell’azione politica e culturale del papa, anche a causa della cagionevole salute di Clemente XII, in qualità di Segretario del Sant’Uffizio, Protettore del Regno d’Irlanda prima e poi della Corona di Portogallo.

Impegnandosi attivamente nei rapporti diplomatici per la corte pontificia, dove mise a frutto le relazioni costruite in Europa, la sua influenza si estese progressivamente a quasi tutti gli aspetti del governo, compresi quelli più strettamente legati al mecenatismo.

Partecipò infatti alle grandi imprese edilizie di quegli anni, sia a Roma, da San Giovanni in Laterano alla Fontana di Trevi, che nei territori della chiesa, dove favorisce architetti toscani come Ferdinando Fuga e Alessandro Galilei e giovani romani come Nicola Salvi e Luigi Vanvitelli.

Divenne anche uno dei principali artefici di tutela e valorizzazione pubblica del patrimonio, come nel caso dell’acquisizione della collezione Albani e dell’apertura al pubblico dei Musei Capitolini nel 1734, affiancata dalla monumentale - e innovativa - impresa editoriale Del Museo Capitolino (1741-1782), concepita e voluta da Neri Maria Corsini e curata dal suo consigliere e bibliotecario Giovanni Gaetano Bottari per illustrare le collezioni del nuovo museo, sulla scia di quanto già fatto a Firenze con il Museum Florentinum (1731-1766).

Neri Maria: Palazzo Corsini alla Lungara, precedentemente Palazzo Riario, da lui acquistato nel 1736 e trasformato nell’arco di quindici anni in una vera e propria “reggia” europea grazie all’architetto Ferdinando Fuga.

All’interno del palazzo trovarono posto la straordinaria collezione di dipinti e sculture, arricchita e allestita da Neri Maria nelle proprie stanze private al piano nobile, e la ricchissima biblioteca di famiglia (oltre 60.000 volumi) che il cardinale volle aprire al pubblico fin dal 1754.
Le sale della Galleria Corsini ancora oggi ospitano parte della collezione della famiglia allestita seguendo proprio l’inventario del 1771 redatto alla sua morte.

La mostra presenta in ognuna delle sale della Galleria un aspetto della vita e dell’azione del cardinale attraverso “oggetti significanti”, capaci di evocare e testimoniarne i diversi aspetti: le Stanze del Cardinale, ovvero il racconto rinnovato dei suoi appartamenti privati; Il Marchese Neri Maria Corsini; Poesia e svago nel giardino; La biblioteca e le raccolte di stampe e disegni; “Trattandosi di illustrar la patria”: la conservazione del patrimonio; La Roma di Clemente XII; Arte, doni e diplomazia; l’Anticamera delle Canonizzazioni; Palazzo Corsini. Una reggia europea.

Saranno esposte oltre 60 opere tra dipinti, sculture, disegni, incisioni, volumi, lettere e documenti d’archivio provenienti dalla sua collezione, doni diplomatici fatti e ricevuti dal cardinale e i progetti originali di Ferdinando Fuga per la realizzazione del Palazzo alla Lungara, gli inventari settecenteschi originali su cui si basa l’allestimento della Galleria.

La mostra è curata da Alessandro Cosma.
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