Mostra Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione - Bologna

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Bologna
Palazzo Pallavicini ospita la mostra Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione, un’esperienza dal carattere immersivo che conduce il pubblico nel cuore del Rinascimento alla scoperta delle intuizioni di uno dei suoi più grandi interpreti.
L'esposizione presenta una trentina di macchine ricostruite in legno e con altri materiali in uso all'epoca di Leonardo, realizzate seguendo fedelmente i disegni e gli studi leonardeschi.
I modelli, prodotti da Giorgio Cegna, emerito docente e titolare della prima Cattedra di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, insieme agli allievi provenienti dalla Pusa University di Assisi, sono frutto di uno scrupoloso lavoro artistico, di ricerca e di ricostruzione storica.
Le opere sono state verificate e codificate da Luca Pianesi, museografo di origine marchigiana.
Il percorso allestito nelle sale affrescate di Palazzo Pallavicini racconta l’ingegno leonardesco attraverso creazioni come la bicicletta, che trae spunto dal celebre disegno del 1493, il rivoluzionario paracadute, il deltaplano e l’elicottero, che rappresentano una vera e propria sfida alla forza di gravità.
La meccanica pura prende forma attraverso il martello a movimento continuo, il misuratore di vento e i complessi sistemi di sollevamento, come i pesi con carrucola e la carrucola a due pesi.
Non mancano dispositivi fondamentali per la storia dell'ingegneria moderna, tra cui la bilancia scrivente, il cambio di velocità, il pistone e il cric.
Tra le opere di maggiore rilievo della rassegna si distingue l’Istrice, una monumentale installazione lignea lunga dodici metri, ispirata ai bozzetti di Leonardo da Vinci.
Realizzata con legno recuperato da aree colpite da conflitti, l'opera reinterpreta un ingegno concepito per la guerra trasformandolo in un potente simbolo di speranza.
L’esposizione è coordinata da Francesca Bogliolo.
Didascalia della foto sotto:
Aliante, 200x500x50 cm
L'esposizione presenta una trentina di macchine ricostruite in legno e con altri materiali in uso all'epoca di Leonardo, realizzate seguendo fedelmente i disegni e gli studi leonardeschi.
I modelli, prodotti da Giorgio Cegna, emerito docente e titolare della prima Cattedra di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, insieme agli allievi provenienti dalla Pusa University di Assisi, sono frutto di uno scrupoloso lavoro artistico, di ricerca e di ricostruzione storica.
Le opere sono state verificate e codificate da Luca Pianesi, museografo di origine marchigiana.
Il percorso allestito nelle sale affrescate di Palazzo Pallavicini racconta l’ingegno leonardesco attraverso creazioni come la bicicletta, che trae spunto dal celebre disegno del 1493, il rivoluzionario paracadute, il deltaplano e l’elicottero, che rappresentano una vera e propria sfida alla forza di gravità.
La meccanica pura prende forma attraverso il martello a movimento continuo, il misuratore di vento e i complessi sistemi di sollevamento, come i pesi con carrucola e la carrucola a due pesi.
Non mancano dispositivi fondamentali per la storia dell'ingegneria moderna, tra cui la bilancia scrivente, il cambio di velocità, il pistone e il cric.
Tra le opere di maggiore rilievo della rassegna si distingue l’Istrice, una monumentale installazione lignea lunga dodici metri, ispirata ai bozzetti di Leonardo da Vinci.
Realizzata con legno recuperato da aree colpite da conflitti, l'opera reinterpreta un ingegno concepito per la guerra trasformandolo in un potente simbolo di speranza.
L’esposizione è coordinata da Francesca Bogliolo.
Didascalia della foto sotto:
Aliante, 200x500x50 cm
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Palazzo Pallavicini, via San Felice 24
Telefono: 351/4535469; 331/3471504
Orari di apertura: 10-19,30. Lunedì chiuso
Costo: 16 euro; ridotto 14 euro
Dove acquistare: www.palazzopallavicini.com/
Sito web: www.palazzopallavicini.com
Organizzatore: Pallavicini srl di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci






























