Mostra L’avventura dell’arte nuova anni 60-80. Cioni Carpi, Gianni Melotti - Lucca

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 06/10/2020 Aggiornato il 06/10/2020
Dal al
Lucca (LU)
ATTENZIONE
Prima di presentarsi alle mostre informarsi sulle modalità di ingresso in relazione all’emergenza Covid-19 e visitare il sito ufficiale dell’evento per avere conferma delle date e degli orari.
Regione: Toscana
Luogo: Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, Complesso monumentale di San Micheletto, via San Micheletto 3
Telefono: 0583/4672056
Orari di apertura: 10-13; 15-19. Lunedì chiuso
Costo: 3 euro
Dove acquistare: www.fondazioneragghianti.it
Sito web: www.fondazioneragghianti.it
Organizzatore: Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti
Note:
Due mostre contemporanee proposte dalla Fondazione Ragghianti
intendono approfondire il periodo di grande fermento nell’arte italiana degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del Novecento, riscoprendo le figure di Cioni Carpi e Gianni Melotti, artisti poliedrici molto attivi rispettivamente a Milano e a Firenze.

La prima mostra, a cura di Angela Madesani, è dedicata alle sperimentazioni di Cioni Carpi, nome d’arte di Eugenio Carpi de’ Resmini (Milano, 1923-2011), personaggio complesso e ricco di sfaccettature.

La mostra comprende il percorso artistico di Carpi dal 1960 circa agli anni Ottanta. È esposta una quarantina di opere di grandi dimensioni tra dipinti, installazioni, lavori fotografici, filmati, disegni, progetti e libri creati dall’artista in unica copia, ma anche documenti e cataloghi sull’opera di questo intelligente protagonista dell’arte della seconda parte del XX secolo.

Di particolare importanza le nove opere di proprietà della Collezione Panza di Biumo: testi e fotografie su carta come le quattro Trasfigurazioni/Sparizioni (1966-1974) e Abbiamo creato atipici sistemi (1963-1974); Seshspass 01 (Sequoia semper virens) (1976) e Palinsesto 2 (1963), lavori su carta per la composizione dei quali Carpi utilizzò vari materiali.

Ma anche una serie di bellissime fotografie e composizioni con immagini e disegni di collezione privata che rendono appieno la multiforme poetica e la statura intellettuale dell’artista,


La seconda mostra, a cura di Paolo Emilio Antognoli, presenta i risultati di una ricerca storica e archivistica, ancora inedita, riguardante l’opera di Gianni Melotti (Firenze, 1953) nel suo primo decennio di attività, dal 1974 al 1984, sia nel suo sviluppo storico-artistico, sia nei rapporti che egli ebbe con alcuni artisti legati da amicizia e collaborazione,

La mostra intende documentare lo sviluppo dei primi dieci anni di attività del lavoro artistico di Melotti, dalle sperimentazioni cameraless (senza uso della macchina fotografica) in bianco e nero alle sue coloratissime opere tridimensionali, realizzate con materiali cibachrome su tessuti decorati.

Alla Fondazione Ragghianti è esposta una trentina di lavori di Melotti.
Tra le realizzazioni emblematiche del percorso di Melotti si ricordano: 9,30/10,30, opera d’esordio del 1975; Giallo (1979), installazione site-specific con fotografie e testi ambientata in un parcheggio genovese; Gli angoli della Biennale (1976), serie di fotografie dedicate a Pier Luigi Tazzi riferite ai Corners Portraits di Irving Penn; la serie di cinque videografie Foto fluida (1983); Pelle/Pellicola (1987-1989), tre lavori in silicone trasparente, sul rapporto tra opera e cornice.

Cioni Carpi e Gianni Melotti: due artisti diversi, accomunati da una felice vena creativa, con opere multiformi realizzate con diversi materiali che ben identificano la corrente di sperimentazione dell’arte italiana tra gli anni Sessanta e Ottanta del secolo breve, in un percorso sfaccettato e per molti aspetti sorprendente.

Opera di Cioni Carpi.
L’avventura dell’arte nuova anni 60-80. Cioni Carpi, Gianni Melotti
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